ANSA

Mazzarella Press Office

Cerca nel blog

EMP 1

mercoledì 5 giugno 2013

BLACK SABBATH - 13

Vertigo
Un disco dei Black Sabbath, è come un appuntamento con una bella donna a cui è impossibile mancare. Uno di quei momenti che aspetti da anni e che poi come per incanto si concretezza. Questo porta ad avere una moltitudine di aspettative, che possono collimare con un momento di gioia estrema, oppure con una delusione pazzesca. Bene, metteteci comodi e tirare un sospiro di sollievo, perché siamo fortunatamente nel primo caso. 13 è il classico disco che è obbligo attendersi dai Black Sabbath, con pezzi chiaramente ispirati al primo periodo, quello d'oro con Ozzy alla voce che parte da Black Sabbath e si spegne con Sabotage. La penna di Iommi è sempre brillante e mette in fila una serie di riff ed assoli da pelle d'oca, capace di portare ad avere brividi incredibili e quindi provare emozioni mai vissute. Ozzy Osbourne ha dei limiti vocali evidenti, ma ci mette il cuore, l'anima ed anche la competenza, aspetti che alla lunga vengono fuori ascoltando il disco. Ozzy avrà certamente la sua età, ma è ancora capace di emozionare e questa è la sua forza. In mezzo c'è un Tony Iommi sempre protagonista, capace di dettare i tempi e dirigere l'orchestra con straordinaria maestria. Ma a donare la giusta pesantezza, ci pensa il solito Geezer Butler, abile a pigiare sulle corte con il consueto tocco magico. Lo stile si districa in un heavy/doom che sa essere crudo, duro, cupo ed oscuro, ma anche fruibile e d'impatto, privo di momenti statici e di noia. I brani sono tutti hit potenziali, da End of the Beginning alla vibrante Loner, mettendoci in mezzo la profonda God Is Dead?. Si avanza con Zeitgeist, capace di mostrare il lato ispirato e mai invecchiato del Sabba Nero, seguita dalla nostalgica Age of Reason e dalla graffiante Live Forever. Nella parte finale, Damaged Soul è un altro momento di grande scuola doom dai connotati blues, mentre Dear Father con estrema durezza pone la parola fine su un album dal sapore storico. Classico disco da fare proprio senza se e senza ma. 

Voto: 9/10

Maurizio Mazzarella