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giovedì 20 giugno 2013

AMON AMARTH - Deceiver of the Gods

Metal Blade Records
La forza degli Amon Amarth è quella di sapersi evolvere costantemente, mantenendo sempre la propria essenza, tributando il proprio passato, rendendolo moderno ed attuale. Con Surtur Rising e precedentemente con Twilight of the Thunder God, il combo scandinavo aveva già toccato il cielo con un dito, dimostrano il proprio spessore artistico, nonché la propria maturità complessiva. Il nome degli Amon Amarth è esempio di sicurezza e di qualità, la bellezza dei loro lavori, è un qualcosa che si può toccare con mano, come la il carisma, la grinta e l'abilità di prestazione. Deceiver of the Gods è un lavoro forte, basato su arrangiamenti molto complessi, ma comunque immediati, nonché dall'impatto incredibile. Il disco segue la scia del suo predecessore, tanto che le differenze sono relative. Stilisticamente si spazia nel classico death metal di matrice scandinava, con un notevole influsso di tecnica e melodia, anche se la voce rispetto al passato, è diventata più cruda e ruvida. La dote degli Amon Amarth e di non pagare dazio a nessuno se non a loro stessi, grazie ad una personalità fortissima. La cura degli arrangiamenti è minuziosa, le chitarre sono il fulcro dei brani contenuti in Deceiver of the Gods, grazie a grandi cavalcate di carattere epico ed intrecci di assoli d'alta scuola. La sezione ritmica è un massacro autentico, con un batteria fantasiosa e martellante, che si fonda ad un basso che picchia duro senza sosta. La produzione è moderna ed attuale, ricorda molto quella dei primi album di In Flames e Dark Tranquillity, con un suono più attuale. Non è un disco morbido, ma in linea con lo stile consolidato della band. Non è forse il loro miglior episodio, ma Deceiver of the Gods è certamente un disco molto valido.

Voto: 8/10

Maurizio Mazzarella