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venerdì 17 maggio 2013

DEAD MAN'S MIRACLE - Fables

Madhouse Music

Reduce dal remake cinematografico "Django", diretto da Tarantino, ho rivissuto alcuni dei momenti di quel film grazie alle tracce rivestite da un dolce strato blues che questo album lascia ascoltare con immenso piacere. Oltre ai ritmi del periodo del proibizionismo, tipici degli artisti di colore, possiamo trovare ricche performance di un rock dai suoni che ricordano gli anni settanta, ispirandosi ai primi Black Sabbath fino alla fine, con un balzo temporale, del secolo scorso, passando ai Queen of the Ston Age. In breve si può affermare che, come il già citato Quentin Tarantino, capace di citare ad ogni scena di un suo film altri venti; questo gruppo, astro nascente della nostra nazione, imita quegli stessi processi trasfigurandoli su un piano musicale. L'ascolto di "Fables" è molto più che piacevole, una compagnia fantastica, capace di trasportarti e farti immaginare gli ambienti che i suoi testi descrivono con particolarità; la narrazione sembra ruotare attorno all'urlo soffocato degli schiavi di colore che col cuore in mano fanno del blues la propria voce. Il merito di queste undici tracce di esordio da fuochi d'artificio va ai Dead Man's Miracle, ex-cover band piemontese che, dopo essersi fatta le ossa sui palchi delle zone a loro limitrofi, hanno spezzato le catene che li schiavizzava in quei confini per ribellarsi e avviare la conquista della nazione, progetto che vedrà la luce il 20 Maggio di quest'anno. Alla voce troviamo un incredibile Davide Musizzano, dai suoni caldi e profondi tanto da spingermi a credere che col tempo potrebbe diventare il nostro Johnny Cash in versione hard rocker. Il merito ovviamente va anche a Luca Michelotti, il batterista galvanizzante, il talentuoso chitarrista Claudio Bozzolasco e al batterista Daniele "Coqua" Senzacqua, ma di sicuro di grande abilità. Questo è il rooster sceso in campo e che la Madhouse Music ha scelto come cavallo vincente, e sicuramente non rimarrà delusa. Se non lo avete capito questo disco va consumato nel lettore di casa, in quello dell'auto e a casa di amici, fino a consumarlo e ad esser costretti ad acquisire una seconda copia. 

Voto: 9/10

Luciano Gigante