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venerdì 10 maggio 2013

AMPLIFIER - Echo Street

KScope

Quarto appuntamento discografico per l’affascinante band inglese che, a conferma dell’aggettivo appena pronunciato e della malinconia che pervade in lungo e largo la sua musica, pubblica un lavoro il cui titolo racchiude un concept davvero suggestivo cui nessuno aveva mai pensato. Echo Street è una via di Manchester, piccolina, anonima per i più, come tutti quei luoghi delle grandi città davanti a cui passiamo correndo, perché sopraffatti dai casini del quotidiano, ma non per questo insignificante per chi ci vive o chi vi ha vissuto lasciandone il proprio spirito (a tal proposito si osservino le foto del booklet, specie la prima interna che rappresenta un lago pervaso da ombre…). Musicalmente quella che abbiamo è la conferma di un suono unico, necessariamente onirico, per questa band autrice di un rock ad alto tasso psichedelico ma sempre in bilico tra velleità progressive, per le intricate architetture sonore e per le accurate stratificazioni dei suoni, e violenza sonica di stampo post metal, che puntualmente si ripresenta in quasi ognuna delle composizioni, proprio quando le predette stratificazioni raggiungono, in modo progressivo appunto, un apice ideale in cui tutti i componenti della band ci danno dentro con i loro strumenti. Al contrario l’apertura di ogni brano è sempre sussurrata, minimale, leggermente liquida, decisamente atmosferica… Il preludio ottimale, quindi, a quelle partiture ariose ove il cantante e chitarrista Sel Belamir declama le proprie poetiche liriche con voce calma e tranquilla, come il tappeto musicale sottostante, occasionalmente accompagnato dalle altre voci per gradevoli momenti corali. Anche nei momenti più frenetici il suono rimane sempre sotto controllo, lasciando intravedere l’affinità strumentale raggiunta dal collettivo formato dai quattro membri. Insomma, teneteli d’occhio, perché questa è musica per palati molto fini… 

Voto: 8/10

Salvatore Mazzarella