Mazzarella Press Office

EMP 1

sabato 13 aprile 2013

MESMERIZE - Paintropy

Punishment 18 Records

Un disco potente e di pregevole heavy metal energico e raffinato. Con queste caratteristica si presenta il ritorno dei Mesmerize intitolato Paintropy e supportato dalla Punishment 18 Records. Il combo capitanato da Folco Orlandini ed Andrea Tito mancava con un disco completo dal 2005, quando con Stainless consacrarono il proprio nome sulle scene nazionali ed europee, anche se già con il precedente Off the Beaten Path dato alle stampe tre anni prima, il nome dei Mesmerize era divenuto sinonimo di certezza al pari di quelli di gruppi oggi considerati di maggiore blasone e riferimento. Circa venticinque anni di carriera e con Paintropy cinque album all'attivo, tutti coerenti, ma sempre al passo con i tempi. In circa otto anni di assenza, i Mesmerize hanno accumulato molta rabbia, tanto da immettere sul mercato un prodotto dai contenuti spesso thrash, con brani eseguiti in modo rapido e possente. Già a partire dall'opener It Happened Tomorrow si ha una chiara idea di quelli che sono i contenuti dell'album, con la sezione ritmica formata da Andrea Tito al basso e Andrea Garavaglia alla batteria che picchia duro senza sosta, a seguire con 2.0.3.6., viene fuori il lato più versatile del gruppo, grazie alla chitarra di Piero Paravidino che spazia tra estro e versatilità. In A Desperate Way Out lo start ispirato di Orlandini risulta spiazzante, perché dopo alcuni secondi poetici, si passa ad un martellamento i stile Iron Maiden, che mette in luce a chiare lettere quello che è lo stile complessivo del gruppo. Monkey in Sunday Best rappresenta uno dei momenti più elevati del disco. Ci mostra supporti chitarristici più ruvidi ed anche più cattivi, ma anche Orlandini si destreggia su tonalità diverse, mentre tutta la band conferma come il randellare del basso ed il rullare della batteria siano i fattori trainanti della loro musica. Una linea di condotta che prosegue con Whitin Without e la più ritmata One Door Away, con Piero Paravidino che emula il miglior Chuck Schuldiner, in brano dove il ritornello accattivante seduce ed ammalia. Con la title-track i Mesmerize riescono nell'impresa di far convivere l'aggressività con la melodia, per un discorso che vola via sino alla più violenta Masterplan. A chiudere l'album, ci pensa infine Promises, cover dei noti The Cranberries, che con il sound dei Mesmerize acquista un ruggito di straordinaria levatura. Bentornati Mesmerize, il mondo della musica vi aspettava a braccia aperte!!!

Voto: 8/10

Maurizio Mazzarella