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giovedì 11 aprile 2013

MESMERIZE - Intervista alla Band

Mesmerize

Rispondono Luca Belbruno (Guitars), Andrea Tito (Bass) e Andrea Garavaglia (Drums):

Siete appena usciti sul mercato discografico con Paintropy  potete presentarlo ai nostri lettori?

-LB: Paintropy è un disco potente, moderno, dove tratti oscuri si alternano a parti serrate, veloci e melodiche. Una naturale evoluzione del classico sound dei Mesemrize; scritto, maturato e arrangiato a  8 anni di distanza da Stainless. Sicuramente sorprendente per chi già ci conosce, ed al contempo una novità interessante per chi si avvicina per la prima volta a noi “giovani quarantenni”.
Paintropy è appunto il titolo del vostro ultimo disco in studio, come lo avete deciso?

-AT: Quello a cui accennava Luca prima si riassume concretamente nel titolo: Paintropy. Si tratta di un neologismo da noi coniato, che è stato scelto come titolo proprio perchè riassume in pieno i concetti trattati nei testi, nella musica e anche nella grafica del disco; una parola che unisce il dolore (pain) ed entropia (entropy), e vuole rappresentare uno stato mentale di caos doloroso, dovuto a un accumularsi di eventi o emozioni negative. Il filo conduttore è il DOLORE, che può portare odio e rabbia, così come anche disillusione e disperazione. Il concetto di Paintropy è proprio questo: il caos che gli eventi dolorosi possono far creare nella testa si può esplicitare in due modi diametralmente opposti, ossia una reazione contraria di inerzia totale, o viceversa una vera e propria trasformazione furiosa. 

Quanto tempo è servito per completarlo, tra stesura e registrazione?

-LB: Come dicevamo prima sono passati 8 anni dall'uscita di Stainless e in questi anni sono cambiate molte cose. A livello personale abbiamo pensato che ormai era ora di allargare le nostre famiglie.... Tanto che prossimamente, nei live, avremo numericamente due band di metal kids a supporto!! Ne conviene che il tempo da dedicare alla nostra passione sviscerata per la band sia un po' scemato, ma in compenso è migliorata la qualità e la maturità. 

-AT: A livello musicale, non siamo rimasti comunque con le mani in mano : in questi anni ci siamo dedicati ad un gran lavoro di aggiornamento e raffinamento del nostro sound, con la conseguente scrittura dei nuovi pezzi, ed è stata una cosa che comunque ha preso il suo bel tempo! Inoltre, abbiamo fatto uscire un DVD+CD singolo nel 2010 ed un Picture Disc per i 50 anni di Diabolik l’anno scorso… materiale con il quale bene o male abbiamo sempre fatto sapere al mondo di essere “vivi e vegeti”!

Come si è evoluto il vostro sound partendo da Tales of Wonder, sino ad arrivare a Paintropy?

-AG: Da “dentro” è sempre difficile definire il proprio modo di fare musica. Sicuramente i pezzi presenti nei primi lavori sono nati per il live e testati sul palco per lungo tempo; forse sono anche più ingenui, nel senso tecnico del termine. Da “Off the beaten path”, ma soprattutto in “Stainless”, abbiamo  arricchito soprattutto gli arrangiamenti componendo brani un po' più complessi con cambi di tempo, cori,  strumenti insoliti nel panorama metal (come il violino, ad esempio) e cercando anche “sonicamente” di creare un piccolo mondo ad ogni traccia. Con “Paintropy” c'è stata un'ulteriore evoluzione, che ci ha portato a prediligere la potenza, l'immediatezza e l'impatto, semplificando certamente gli arrangiamenti, mai cervellotici; anche il sound ora è più compatto, personale e moderno.

Quali sono le differenze principali tra Paintropy ed il precedente Stainless?

-LB: Le differenze, come già evidenziato da Andrea, sono molto evidenti soprattutto a livello di testi, arrangiamenti e suoni. Ci siamo da subito concentrati a cercare una via "nuova" per evitare di ripetere ciò che avevamo (peraltro egregiamente) inciso su Stainless, un disco che per noi rappresenta il punto di arrivo in quel periodo: arrangiamenti, sovra incisioni, cori e strumenti come il violino, le tastiere..... In Paintropy abbiamo invece cambiato un po' registro, senza peraltro snaturare le nostre caratteristiche principali. Abbiamo ridotto all'osso gli arrangiamenti puntando da subito all'immediatezza dei brani cercando anche una coerenza di stile e di scrittura, con strutture più semplici e meno elaborate; con pezzi più corti ed omogenei per non stancare l'ascoltatore cercando di tenere sempre alta la tensione emotiva dei pezzi.

Quali sono i pregi di questo disco? Ritenete sia il vostro migliore in assoluto?

-AT: Un po’ ti ha già risposto Luca nella precedente risposta… I pregi che sicuramente sottolineerei sono: la potenza; l'immediatezza; la melodia (soprattutto dei ritornelli, con la potente voce di Folco); i suoni più orientati all'impatto dal primo ascolto, più "american style", più Power/Thrash Metal… Sebbene possa sembrare un’affermazione scontata, sicuramente riteniamo “Paintropy” il nostro miglior disco in assoluto: è un ottimo album, ben prodotto, ben cantato e ben suonato, dove abbiamo dato il 110% per impegno e sperimentazione di nuovi approcci stilistici e soluzioni di arrangiamento... Soprattutto questo disco può essere definito un po’ come la “quadratura del cerchio”: forse i nostri primi lavori potevano essere eccessivamente derivativi, in termini di influenze ed ispirazioni da altre band; in questo caso si può dire che siamo veramente “NOI”, con un nostro sound personale, dovuto indubbiamente alla maturità, l’esperienza e la crescita.

Come nasce un vostro pezzo?

-LB: I nostri pezzi nascono dalle idee dei singoli componenti che inizialmente provano, registrano e sperimentano riff dal proprio home studio casalingo. Quando questi sono convinti della propria idea, viene portata all'attenzione di tutti gli altri membri, che democraticamente partecipano all'arrangiamento, alla taratura della velocità e alla stesura della struttura definitiva. Contestualmente nascono le melodie vocali sostituite poi dai testi. Quando il tutto “quaglia” durante le prove, e superato il test dalla nostra iper-autocriticità, il brano passa alla preproduzione per la definitiva consacrazione…… Spesso succede che il pezzo non convinca e venga accantonato, se non addirittura scartato. Il tutto è un processo abbastanza lungo, visto che bisogna far quadrare le idee di cinque teste differenti, ma in ultima analisi abbiamo visto che per noi questa formula funziona, e mantiene la democraticità, per noi fondamentale.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-LB: Sicuramente “A Desperate Way Out”: da quando l’ho composto a quando l'abbiamo inciso mi ha fatto soffrire... Ad un certo punto si è pensato pure di accantonarlo perché non usciva bene, non convinceva tutti al 100%;  ma con l'impegno e la perseveranza (dato che aveva in se un ottimo potenziale) è uscito alla grande e ne sono molto felice.

-AT: Per quanto mi riguarda, da un punto di vista tecnico c’è “You Know I Know” che è un pezzo molto bass-oriented, e che tra l’altro contiene un bell’assolo di basso, ed è la prima volta che mi cimento in qualcosa di simile. Per il resto, ognuno degli 8 pezzi dei quali ho scritto il testo per questo disco ha una sua storia dietro (sebbene non necessariamente auto-biografica!), ed è sempre una forte emozione suonarli e sentirli suonare!

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

-LB. Da sempre il mio genere preferito è il Thrash Metal di americana memoria, su tutti gruppi come Metallica; Anthrax; Megadeth; Pantera; Machine Head e via discorrendo…. Con qualche parentesi new Metal: Korn; Incubus; Deftones…. Ultimamente il Death Metal melodico: Dark Tranquillity; Children of Boodom ecc… Il Rock blues!!   e tutta la musica di qualità anche non prettamente metal. 

-AT: Io, al contrario, all’interno della band sono forse quello con i gusti un pò più “tradizionali” degli altri. Non è mai stato un mistero il mio amore per gli Iron Maiden… e probabilmente questa influenza si è sempre notata, nei nostri primi lavori. In realtà, con l’andare del tempo, ho progressivamente personalizzato il mio sound, tanto che su “Paintropy” è onestamente difficile trovare qualcosa di maideniano! Per il resto, pure io sono un grande fan di Megadeth e Anthrax, così anche come di alcune band di Power tedesco, come ad esempio i Gamma Ray del buon vecchio Kai Hansen!

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?  

-AT: Molto semplicemente, dopo aver passato così tanto tempo in studio, adesso desideriamo ricominciare a suonare dal vivo, nella maniera più estensiva possibile, peraltro sempre compatibilmente con tutti gli impegni personali, lavorativi e familiari, che giocoforza oramai vincolano l’attività della band. Sfortunatamente, oggigiorno ci si scontra con una realtà abbastanza desolante, con locali o festival che non si sentono più in dovere di retribuire le band… il che è totalmente aberrante, per noi che siamo della “vecchia guardia”! In tutta sincerità, nell’ultimo periodo sono state molteplici le proposte che abbiamo dovuto declinare, in quanto mancanti delle mere condizioni base per un’esibizione dignitosa della nostra band. Detto questo, stiamo organizzando noi stessi delle date live per proporre dal vivo i pezzi di Paintropy; non si tratterà di un tour vero e proprio con una serie di date concentrate in un periodo breve, ma saranno diffuse omogeneamente nel corso dei prossimi mesi da qui alla fine dell’anno. A tal proposito vi invitiamo a controllare sempre il nostro sito internet www.mesmerize.it o la nostra pagina Facebook, dove gli eventi live sono costantemente aggiornati!

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

-LB: Ci piacerebbe molto e sarebbe l’occasione per celebrare la nostra 25ennale carriera da musicisti. Purtroppo mancano le risorse, le occasioni per fare delle registrazioni live serie e degne di essere pubblicate. Per il momento abbiamo fatto il picture disc per i 50 anni di Diabolik, che era un piccolo sogno nel cassetto che si è concretizzato, e che tra l’altro ha avuto un notevole successo!! Comunque, abbiamo parecchio materiale conservato nei nostri studi e prima o poi…… 

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

-LB: Mah!! …che dire, ormai ho l’età della ragione e certi sogni di quando ero ragazzo sono dei ricordi. Ho sempre desiderato suonare sui palchi più belli e grandi del mondo al fianco dei miei idoli (citati sopra)…… però, le belle esperienze fatte con i Mesmerize hanno soddisfatto la mia sete!!! Abbiamo suonato con tanti colleghi italiani e stranieri di valore e credibilità pari, se non superiore, alla nostra da cui abbiamo tratto esperienze sempre positive, passione e amore incondizionato verso questo hobby costosissimo….. già, avete capito bene: “hobby”!! Non abbiamo mai incontrato nessuno che si sia mai potuto permette il lusso di viverci!

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-AT: Anche qui, con il rischio di scadere nel banale… il mio messaggio ai lettori è un invito a dare un ascolto a “Paintropy”… nel caso in cui non l’avessero già fatto, ovviamente! Da parte nostra siamo stra-convinti, peccando di immodestia, di aver realizzato davvero un nostro miglior disco, che di certo potrà piacere a tutti gli amanti del Metal possente ma dal suono cristallino, moderno ma melodico e ben cantato e suonato. Nel marasma di proposte usa-e-getta della scena attuale, chissà mai che questo album non diventi il vostro preferito!

Maurizio Mazzarella