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lunedì 15 aprile 2013

KALEDON - Intervista alla Band

Kaledon

Risponde Alex Mele (guitar):

Siete appena usciti sul mercato discografico con Altor: The King’s Blacksmith potete presentarlo ai nostri lettori?

-Ciao Maurizio, grazie per lo spazio che ci dedichi. Si, il nuovo disco sarà disponibile dal 23 di Aprile quindi, tra pochissimi giorni, e è il primo disco che esce dopo la fine della saga, avvenuta con Chapter 6 nel 2010. Ovviamente, come ormai molti sanno, siamo rimasti all’interno della saga stessa, anche se sotto un punto di vista completamente differente. Svilupperemo un disco per ogni personaggio della saga. Questo è il primo, e parla di Altor, il fabbro del re.

Altor: The King’s Blacksmith è appunto il titolo del vostro ultimo disco in studio, come lo avete deciso?

-Come dicevo prima, è un disco basato interamente sulla vita di Altor, il fabbro del re quindi, quale titolo migliore? :-) Il disco attraversa tutta la vita del personaggio, dalla nascita alla morte. Altor (a livello temporale) muore alla fine di Chapter 1, primo capitolo della Legend of the forogotten reign saga.

Quanto tempo è servito per completarlo, tra stesura e registrazione?

-…molto! A memoria mia, è stato il disco con la gestazione più lunga di sempre. Tra stesura e registrazione più di un anno. Diciamo che a causa di circostanze particolari, siamo stati costretti a cambiare radicalmente il modus operandi della band e, questo ha portato ad una lentezza maggiore nello sviluppo del disco  ma… ce l’abbiamo fatta lo stesso.

Come si è evoluto il vostro sound partendo da Legend of the Forgotten Reign - Chapter 1: The Destruction, sino ad arrivare a Altor: The King’s Blacksmith?

-…oddio beh, senza dubbio c’è stata una maturazione naturale disco dopo disco. All’inizio eravamo senza dubbio più “rozzi”, sia nell’arrangiamento che nell’esecuzione… Ragionavamo più con a mentalità live ecco. Ora invece siamo molto più attenti ai particolari, all’arrangiamento, e a tutto quello che riguarda pre e post produzione. Personalmente ritengo che i Kaledon di oggi siamo completamente una band differente rispetto a quella di Chapter 1.

Quali sono le differenze principali tra Altor: The King’s Blacksmith ed il precedente Legend of the Forgotten Reign - Chapter 6: The Last Night on the Battlefield?

-Beh, le differenza principali sono, prima di tutto, che il batterista è diverso. Altor è stato registrato da Luca Marini che però, non fa più parte della band. Il nuovo batterista dei Kaledon è Massimiliano Santori. Poi come altra differenza posso sicuramente dire che è il primo fuori da quella che era la saga canonica, che ci siamo portati dietro per 10 anni e, per concludere, direi che è senza dubbio il disco più sinfonico che abbiamo mai fatto.

Quali invece i punti in comune?

-…in comune c’è che il tema di base, la storia, è sempre la stessa! Qui analizzata secondo il punto di vista di un personaggio specifico, appunto Altor. Per quanto riguarda la musica invece, in comune ha tutti quegli elementi che hanno caratterizzato il classic Kaledon’s sound. Diretto, veloce e Tosto.

Quali sono i pregi di Altor: The King’s Blacksmith Ritenete sia il vostro migliore in assoluto?

-Ogni gruppo del mondo dice che l’ultimo, è il disco migliore della sua discografia. Io mi limito a dire che Altor è un ottimo lavoro discografico che ci rende molto orgogliosi. I pregi? Beh… questo devi chiederlo ai nostri fans eheheh. Personalmente credo che il pregio migliore sia il fatto che contiene tutti brani che arrivano subito. Ritornelli molto melodici e diretti, brani con durata nella media, e una gran copertina figa, ad opera di Massimo D’onofrio.

Come nasce un vostro pezzo?

-Di solito parte da una mia idea. Porto ai ragazzi il brano ancora in forma grezza ma completo, e poi insieme si arrangia. Avendo scritto la saga, per me è facilissimo “estrarre” da essa i testi. La musica di solito viene da sola.  Per questo disco poi, c’è stato anche un pezzo scritto da Marco (voce) e Tommy (altra chitarra), ed uno scritto in 3, cioè da Marco, Tommy e me.  

Quale è il brano di Altor: The King’s Blacksmithal quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-Forse A Dark Prison, perché è stata cantata da Fabio Lione dei Rhapsody, è stato molto bello lavorare con lui.

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

-I Kaledon hanno tutti gusti musicali estremamente diversi. Io sono cresciuto (e tuttora sento) con i Queen. Anche se ovviamente adoro tutti gli altri mostri sacri del metal come Iron Maiden ecc. Gli altri ragazzi sentono le cose più disparate, dai Rainbow e Deep Purple, passando per i Wintersun, e arrivando ai Judas Priest. Sentiamo veramente di tutto. :-)

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

-Dal 2 maggio saremo in tour con i finlandesi Lordi per la seconda volta. Questa volta suoneremo principalmente in Inghilterra e Irlanda ma, subito dopo ci concentreremo a promuovere il disco altri posti, cercando di fare quante più date possibile.

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

-…attualmente no ma, non chiudiamo mai le porte a niente! Magari nel futuro prossimo… perché no?!

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

-Il brano A New Beginning, contenuto nel nuovo album, era stato scritto e pensato per Brian May dei Queen. Abbiamo avuto la possibilità di inviare un demo alla sua agenzia, sperando in una collaborazione ma, a causa dei suoi milioni di impegni, la collaborazione non è stata possibile… Ci riproveremo al prossimo giro.

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Bene, saluto tutti i nostri fans che hanno letto l’intervista e, spero di vedervi numerosi ai nostri prossimi concerti che terremo in italia. Abbiamo bisogno del vostro supporto. MAY THE DRAGON BE WITH YOU.Ciao Alex Mele.

Maurizio Mazzarella