ANSA

Mazzarella Press Office

Cerca nel blog

EMP 1

sabato 13 aprile 2013

JOHANN MERRICH - Le Pioniere della Musica Elettronica

Auditorium Editore

E' un libro vario e completo, ma anche molto interessante e culturalmente elevato. La musica è questo, arte e cultura ed un libro come Le Pioniere della Musica Elettronica, consente di conoscere in modo approfondito, un mondo per molto sconosciuto. E' un libro che porta ad essere curiosi e per questo nelle sue 190 pagine, porta ad essere scoperto di pagina in pagina, senza dimenticare che a suo corredo, c'è un ricco CD che consente di apprezzare maggiormente gli argomenti trattati. Le pioniere della musica elettronica di Johann Merrich, non narra semplicemente la storia della musica elettronica al femminile. Non mancano certamente le informazioni riguardanti le principali protagoniste che hanno accompagnato con la loro presenza donando il loro notevole contributo alla nascita e lo sviluppo della musica elettronica. Andando nello specifico, facendo qualche esempio, si spazia da Lady Ada Lovelace, di cui anche Google ha celebrato i 197 anni dalla nascita, studiosa dei computer ancora prima che li stessi esistessero, a Delia Derbyshire che, pur rimanendo nell’ombra, ha segnato l’immaginario collettivo degli anni ’60 e ’70, curando una delle prime sigle televisive realizzate interamente grazie all'uso dell'elettronica, quella di Doctor Who ed ancora Teresa Rampazzi, la figura centrale del panorama della musica elettronica in Italia ed animatrice di gruppi fondamentali per la diffusione nella Penisola, come il “Gruppo Enne” e “Nuove Proposte Sonore”, sino a figurare fra i principali promotori del Centro di Sonologia Computazionale dell’Università di Padova. Argomenti di palpabile importanza, spesso trascurati dalle masse. Errato quindi pensare ad una storia elettronica orientata al femminile in maniera unidirezionale. Nel corso di questo saggio, Johann Merrich non si limita a raccontare soltanto di queste donne e delle loro relative storie in modo appassionato. Attraverso l’uso intelligente delle interviste realizzate con alcune di queste protagoniste per la maggiore dimenticate, l’analisi dell’autrice ha il pregio di non indugiare mai nel tracciare un confine di genere, e quindi lavorare per abbattere il pregiudizio che ancora pesa sulla computer music, a prescindere dall’autore. Il punto di vista adottato, se pur peculiare, non è da ostacolo alla completezza di questa storia dell’evoluzione della musica elettronica. Merrich sa narrare in modo completo e col CD allegato al volume si aggiungono delle tracce d’ascolto, dieci brani complessivi, per capire il percorso offerto da Merrich parallelamente alla storia scritta. Si parte con Delia’s Psychadelian Waltz di Delia Derbyshire, cui seguito da Finding Voice di Laurie Spiegel, Pulse Persephone di Daphne Oram, Mixed Emotions di Bebe Barron, Electronic Composition n. 1 di Daria Semegen , Coyote di Alice Shields, A Woman Sees How The World Goes With No Eyes di Pauline Oliveros, le Polifonie di novembre di Teresa Rampazzi (inedite), Paris di Suzanne Ciani ed infine Norton Apple Software di Doris Norton. Da avere.

Voto: 7,5/10

Maurizio Mazzarella