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venerdì 5 aprile 2013

JERRY BLOOM - Ritchie Blackmore (La Biografia non Autorizzata)

Tsunami Edizioni

Che Ritchie Blackmore non autorizzasse alcuna biografia, buona o cattiva, adulante o veritiera, superficiale o approfondita, è sicuramente un dogma che solo un assegno milionario avrebbe potuto infrangere, ma a quel punto sarebbe diventata un’autobiografia… Invece il libro che abbiamo tra le mani è un buon anzi ottimo libro, nient’affatto adulante ma assolutamente veritiero e davvero approfondito, visto che è un bel tomo con più di 400 pagine davvero ricche di sostanza. Si aggiunga anche il fatto che le lodi appena enunciate assumono ancor più rilevanza alla luce del fatto che, e sfido chiunque al dimostrare il contrario, la figura del “man in black” è una delle più misteriose ed affascinanti del rock proprio per la non facile reperibilità di informazioni a suo riguardo, principalmente dovuta alla sua ritrosia nei confronti della stampa, della folla e di chi vuole invadere la sua sfera privata. Poi, certamente, gli atteggiamenti sul palco e fuori, il dispotismo nei confronti dei collaboratori, le manie, comprese quelle medioevali, più o meno note, il suo modus vivendi alla Marchese Del Grillo (per gli scherzi terribili a cui sottopone chi gli gravita attorno e per il suo motto sottinteso della serie “Io sono io e voi non siete un…”) non fanno altro che alimentarne la leggenda parallelamente alla devozione che tutti noi rockers nutriamo nei confronti della suo essere chitarrista sensazionale, pirotecnico, spettacolare, inimitabile, geniale ed allo stesso tempo maestro dello strumento e padrone delle sette note come pochi lo sono in ambito hard rock. Sicuramente una di quelle figure cui il pubblico perdona tutto, anche l’andar via dal palco senza concedere bis e senza salutare, perché sempre affascinato dalla sua arte superlativa. Jerry Bloom, dopo anni di assidua frequentazione, come ammiratore e come professionista della carta stampata, ha raccolto una nutrita serie di testimonianze, da quelle dirette, grazie ad interviste inaspettatamente svolte quando il chitarrista era in vena di confidenze, a quelle ottenute da strettissimi collaboratori come Don Airey, Joe LinnTurner, Graham Bonnet, il compianto Cozy Powell e tanti altri..., assemblando il tutto senza filtri e senza sensazionalismi gratuiti, ma riportando tutta la verità, anche quella scomoda. Un libro davvero interessante, che porta luce su tanti aspetti di colui che è considerato un caposcuola della chitarra, l’unico contemporaneo osannato dall’altro “pazzerello” per eccellenza che risponde al nome di Sir Y. J. Malmsteen, e che svolge una duplice funzione: quella di riempire una lacuna considerevole nel panorama bibliografico rock, dato che di Blackmore non è che ci siano altri libri seri in circolazione, ma anche quella di costituire una lettura avvincente come poche, per lo stile di scrittura e per la portata del personaggio trattato. Naturalmente ringraziamo i signori editori della Tsunami per averci regalato tal piacere !!!            

Voto: 9/10

Salvatore Mazzarella