Mazzarella Press Office

EMP 1

martedì 30 aprile 2013

GREAT MASTER - Intervista alla Band



Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

-Serenissima, è un album che come si intuisce dal nome è incentrato interamente su Venezia. Più precisamente sulla storia della Repubblica di Venezia, dalla fondazione alla caduta. Vengono narrate storie di personaggi famosi, battaglie epiche, eventi che hanno segnato secoli di storia. Dodici pezzi più  una bonus track vanno a comporre l’album per circa un’ora di ascolto tutto in chiave heavy/power con un richiamo all’epic dal cui sound deriva la band.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

-I Great Master si possono collocare in due momenti temporali. La band primordiale è nata negli anni novanta da un gruppo di amici. In questo periodo son stati prodotti due demo. Il gruppo non è mai andato oltre a qualche data live e a delle recensioni sulle riviste specialistiche. La band si è quindi sciolta nel 2000. Nel 2008 inizia la seconda età della band con la rielaborazione di alcuni vecchi pezzi che avevo prodotto post scioglimento della band. E’ così nato Underworld, il nostro primo full lenght  che è stato pubblicato nel 2009 dalla Underground Symphony. Inizia la rifondazione della band, del nucleo originario rimangono Max Bastasi (voce) e Jahn Carlini (chitarra).

Come è nato invece il nome della band?

-Jahn: Il nome della band deriva dalla raffigurazione di un soggetto epic-fantasy che ho sempre voluto rappresentasse l’immagine del gruppo. Una figura arcana dal grande potere. Al momento non è mai stato rappresentato graficamente ma presto lo sarà. Forse una canzone che potrebbe avvicinarsi alla sua raffigurazione è proprio “Guardian of Signs” nella tracklist di Underworld.

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

-Le tematiche dei pezzi sono riferite quasi sempre a vicende storico-fantastiche. La quotidianità viene a volte messa in confronto ad eventi storici passati. Ovviamente i pezzi non parlano mai di politica o notizia di fatti quotidiani. Penso che il genere che facciamo non si presti molto a queste cose, e sinceramente non sono neanche interessato a trattare certi argomenti. I testi sono essenziali nel raccontare l’evento e con la melodia si crea la giusta alchimia che rende l’opera completa.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

-La melodia è sicuramente dominante nei pezzi. Poi c’è il genere che deriva dal power e che si fonde all’epic metal il tutto correlato sempre in un heavy classico. Ogni ascoltatore che ricerca questa mix di sonorità troverà in Serenissima un disco che lo soddisferà. Ma anche gli amanti del fantasy o degli eventi storici e racconti leggendari.

Come nasce un vostro pezzo?

-Jahn: Non c’è una direzione precisa. Tante volte parto da un riff, altre volte da una melodia che ho per la testa. Poi decido a quale tema potrebbe essere legata questa sonorità e da qui inizio a sviluppare la canzone vera e propria. Magari mentalmente penso già a un lirica provvisoria mentre la suono. Ma la lirica definitiva la lascio alla fine perché nei miei testi quasi sempre cerco di sviluppare una “rima baciata”. Altre volte però parto al contrario quindi cerco di trovare una sonorità particolare per sviluppare un tema. Con “Enemies at the Gates” ho lavorato proprio così. Dovevo rappresentare l’epica guerra alle porte di Venezia contro Genova. E dovevo far venir fuori il momento di epicità con cui la popolazione veneziana si apprestava a difendere non il dominio veneziano ma le proprie famiglie, la speranza di non soccombere allo storico nemico. Devo dire però che i ragazzi dei GM hanno fatto anche loro un ottimo lavoro perché i pezzi che avevo  registrato a livello demo non son certamente come quelle prodotte sul disco. Per le voci di solito presento la linea melodica a  Max e poi gli lascio quasi sempre carta bianca. Stesso vale per gli assoli di Daniele le particolari ritmiche del basso di Marco ecc.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-Across the Sea, che è uno dei singolo del disco. E’ stato l’apripista alla formazione del concept, un vero inno al mare che ci è stato definito “vero e proprio anthem da cantare col pugno alzato” da altre testate giornalistiche. Sicuramente è questo è il brano più rappresentativo per noi senza nulla togliere agl’altri.

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

-Ascoltando il sound Great Master si intuisce subito che lo stile metal classico deriva da quelle band anni 80 che hanno caratterizzato la corrente NWOBHM in primis Iron Maiden. Se poi si fonde tutto questo con la scuola germanica del power metal, Running Wild, Helloween e qualcosa dei Stratovarius e si aggiunge quel tocco di epic metal proveniente da band come i Warlord si arriva al nostro stile musicale.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?  

-Al momento ci stiamo concentrando sull’aspetto live. Non voglio pensare troppo in la altrimenti si rischia di sottovalutare l’importanza di questo momento. Stiamo cercando di incrociare collaborazioni con altri artisti per poter promuovere Serenissima. Sarebbe bello poter far anche qualcosa in accordo con le associazioni storico veneziane. C’è l’idea di realizzare un video a breve. Stiamo decidendo quale delle canzoni potrebbe essere più semplice da lavorare visto che non sarà semplice sviluppare una scenografia che sia a tema col pezzo.

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

-Per il momento no, in quanto non c’è ancora sufficiente materiale per poter creare un buon prodotto. Magari dal prossimo album ci possiamo pensare.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

-La scena musicale italiana è viva e presente. Non parliamo delle band affermate che già hanno la loro visibilità e si possono contendere tranquillamente le prime posizioni con le rivali straniere, ma delle  tantissime band nell’underground che hanno delle grandi potenzialità! Basterebbe avere solo un po di fortuna per far quel scalino in più e mettersi in gioco davanti a un grande pubblico e far vedere che le buone idee nascono anche nel piccolo. La problematica nelle band è sempre e solo una, il denaro. Infatti oggi costa tutto!! E’ incredibile sentire dire che se vuoi partecipare ad un festival devi pagare. Se vuoi affiancare quella band devi pagare. Quando entrano in gioco questi fattori vince il denaro e perde il metal. E’ una cosa brutta e triste, e noi siamo i numeri uno in Italia per queste cose!!

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

-Internet è stata la cosa migliore che sia giunta negl’ultimi anni, perché ha dato la possibilità a tutti di poter mettersi in mostra di far sentire che non esistono solo le grandi etichette i gruppi con i grandi sponsor. Infatti di questa cosa che ne piange di più son proprio loro perché si son visti portar via una bella grossa fetta di torta. Sentire apprezzare il proprio lavoro anche da gente che sta al di la di un oceano è una cosa che da una grande soddisfazione.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

-Il talento di musicista non è solo la tecnica, dove uno fa le superscale veloci o le rullate spaziali. Il talento di un musicista è anche creare un pezzo che nella sua semplicità faccia scattare quella scintilla che dia l’emozione o l’energia a chi lo ascolta. L’apprezzamento di questa cosa arriva quando qualcuno che ha ascoltato il tuo disco ti fa i complimenti per i pezzi che hai composto e che ti descrive cosa ha provato in quel momento, dove lo ha portato la sua immaginazione ascoltando la tua musica. Suonare questi pezzi valorizza molto il nostro talento.

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

-Questa è una domanda difficile da rispondere, perché ognuno ha i propri idoli come musicista e la lista sarebbe bella lunga quindi evitiamo di nominare qualcuno. Un giorno magari se avremo la fortuna potrebbe capitare questa cosa e ne saremo molto felici, sarà un altro sogno che si realizza.

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-Grazie innanzitutto Maurizio per lo spazio che ci hai concesso, invitiamo i vostri lettori amanti del metal classico/power/epic di venirci a trovare nelle nostre pagine anche solo per curiosità e di ascoltare i nostri pezzi tratti Serenissima. Siamo sicuri che non rimarranno delusi di quello che sentiranno. Noi siamo molto legati a Serenissima per via delle nostre tradizioni e culture e l’impegno è stato massimo ne realizzarlo. Ora attendiamo il riscontro da parte del pubblico.

Maurizio Mazzarella