Mazzarella Press Office

EMP 1

lunedì 15 aprile 2013

EMPYRIOS - Zion

Scarlet Records

Se già The Glorious Sickness al momento della propria uscita stupì un po' tutti tra addetti ai lavori e non grazie al proprio sound innovativo ed originale, questo nuovo Zion riuscirà a spiazzare nuovamente senza deludere le attese, rimarcando l'enorme inventiva della band romagnola, che tra le propria fila vede Simone Mularoni, noto produttore italiano e tra i migliori chitarristi italiani, attualmente anche nei DGM. Zion è un disco pregevole, che mette insieme diversi generi, basandosi principalmente sul progressive metal, volgendo lo sguardo ad un sound molto moderno ed innovativo. C'è molto di sperimentale nella musica degli Empyrios, c'è una fusione di suoni che per certi versi potrebbe anche prendere in contropiede di ascolta, in particolare se è la prima volta, ma è proprio la sua particolarità che affascina e trascina. Si parte da uno stile molto incline ai Symphony X, spaziando verso gli Strapping Young Land ed il David Townsend più imprevedibile, senza dimenticare il sound graffiante dei Nevermore, oppure l'estremismo dei Fear Factory, ma soprattutto la voglia di scoprire ciò che ancora è oscuro dei N.I.N. e di Trent Reznor. Zion è una linea continua pronta a prendere dei picchi elevati, mantenendo un ritmo costante, partendo da Nescience, in vortice di suoni ruvidi e sintetici, che proseguono in Domino, pezzo dai connotati rabbiosi ed aggressivi, destinati ad elevarsi ulteriormente in Masters, che con Reverie riesce ad esaltare le doti della chitarra di Mularoni, ormai un autentico marchio di fabbrica del metal nostrano. Se Silvio Mancini con la sua voce alla Russel Allen riesce a modularsi alle varie sfaccettature di Zion e nello specifico Renovation è il pezzo che più rimarca l'essenza dell'album, Dario Ciccioni riesce a dettare i tempi con le sue pelli, risultando un elemento fondamentale, in particolare in brani come Square One e Blackmail. La melodia invece incontra l'inventiva del gruppo in Madman, in assoluto il brano che più inquadra lo spessore artistico di una band destinata a lasciare il segno.

Voto: 9/10

Maurizio Mazzarella