Mazzarella Press Office

EMP 1

martedì 12 marzo 2013

SOILWORK - The Living Infinite

Nuclear Blast

Un disco completo da ogni punto di vista, pensato con precisione, ma anche con profonda intelligenza. The Living Infinite è un album che va anche oltre il concetto stesso di disco, visto che è un lavoro doppio, che certifica il senso creativo di un gruppo che in questo periodo storico ha davvero tanto da dire. E lo fa nel migliore dei modi, esprimendosi nel solo modo che conosce. Ovvero scrivendo canzoni. D'impatto si può pensare ad un disco controverso, dove l'ispirazione può essere limitata solo ad alcuni episodi. Invece non è così, perché The Living Infinite si dimostra un lavoro scorrevole, improntato sull'arma segreta dei Soilwork, ovvero la velocità. E' infatti su atmosfere rapide, su assoli veloci, su arpeggi iper tecnici e su strumentali d'autore che si assesta questo album dei Soilwork, quello che meglio inquadra il talento della band svedese e che rappresenta nel modo più corretto l'estro di un insieme di musicisti, che oggi può dire di aver lasciato un segno indelebile nel mondo della musica. I Soilwork hanno un'identità precisa, ma soprattutto, una personalità fortissima, che li consente di essere originali e proprietari in senso assoluto di un proprio sound, senza pagare dazio a nessuno, pur facendo parte di un settore specifico del metal. The Living Infinite esce a tre anni dal precedente The Panic Broadcast e contiene ben venti brani tutti di grandissima qualità. Tecnicamente è un grande lavoro, discretamente ispirato, impostato su arrangiamenti molto complessi, ma diretti, incisivo, dall'impatto forte e dalla presa immediata. La produzione è a dir poco eccellente. Certamente non è il miglior disco di sempre targato Soilwork, gli antichi fasti di A Predator's Portrait sono un lontano ricordo, ma The Living Infinite è un passo importante della loro carriera.

Voto: 8/10

Maurizio Mazzarella