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giovedì 21 marzo 2013

HYPOCRISY - End of Disclosure

Nuclear Blast

Un ritorno alle origini con la consapevolezza di essersi evoluti nel corso del tempo. E' questo il segnale che gli Hypocrisy vogliono donare con la pubblicazione di questo nuovo album End of Disclosure, il tredicesimo in carriera in oltre venti anni di attività. Sono passati ormai quattro anni dal precedente A Taste of Extreme Divinity, l'alnbum che forse da un punto di vista creativo ha visto gli Hypocrisy raggiungere un livello talmente elevato che agli inizi del loro percorso artistico non era neanche preventivabile. Ora con End of Disclosure è giunta la presa di coscienza di cosa erano prima gli Hypocrisy e cosa sono oggi. Così assieme ai suoi moderni ed attuali, viene compiuto nel contempo anche un balzo del passato, ad album come Abducted e The Final Chapter, forse gli episodi che più hanno identificato il sound di Peter Tägtgren e compagni e li hanno consacrati al grande pubblico. End of Disclosure è un disco diretto, dall'impatto molto forte e dalla presa immediata. Un po' come accadde per "Hypocrisy" nel 1999, ma la dose di rabbia e brutalità è tornata davvero molto levata. Si punta su ritmi elevati, veloci, ma sempre coordinati con intelligenza. Il punto di forza del disco, sono il folto numero di spunti tecnici che rende l'album più interessante del previsto. A dominare in senso assoluto, ci pensa la sezione ritmica, martellante, ma iper tecnica, con Horgh, già componente degli Immortal, autore di una prestazione di notevole levatura. Anche Mikael Hedlund il basso si coordina alla perfezione con la batteria, ma è nella chitarra di Peter Tägtgren il segreto del sound targato Hypocrisy. Tra gli episodi meritevoli di menzione  c'è certamente End of Disclosure, la title-track e quindi il brano più rappresentativo del disco. Una canzone dotata di grandi potenzialità, come lo fu nell'ormai lontano 1996 la nota Roswell 47. L'approccio e lo stile sono i medesimi, per questo saprà affascinare senza mezze misure. Peter Tägtgren ha curato tutto in modo intelligente e da buon produttore, ha donato all'album un sound unico, moderno ed attuale, ma anche molto personale ed identificativo, come la sua musica del resto. Un grande disco.

Voto: 8,5/10

Maurizio Mazzarella