Mazzarella Press Office

EMP 1

sabato 12 gennaio 2013

YAYLA - Nihaihayat

Merdumgiriz

Emir Toğrul è un musicista turco che ha messo in piedi con il monicker Yayla ben quattro album. Toğrul maneggia tutti gli strumenti e costruisce un black metal che in alcuni casi mi ha ricordato Burzum prima di "Filosofem" o gli Ulver degli inizi. Black metal fatto di chitarre scarne e dalle distorsioni fredde, caotiche, come una tempesta di neve. Dopo un ambient iniziale, l'album propone "Through the Sigil of Hate", quasi tredici minuti di black metal che tinge uno scenario da apocalisse. Veloce e con melodie scarne, smontate da inevitabili rallentamenti. "Immortalizing the Nine" ha un riffing che si ripete, la voce diventa un lamento etereo e in sottofondo si ode un tappeto sonoro di basso e chissà cosa altro ancora. Il brano diventa dinamico e presenta anche una totale variazione del riffing, il quale diventa quasi heavy. "Disguises of Evil" è il pezzo che realmente avvicina Yayla a Burzum: l'incedere che si ripete, quasi ipnotico, il drumming (probabilmente una drum machine) sequenziale, una melodia che sembra affondare in radici pagane. La canzone si sviluppa per oltre quindici minuti, è la più lunga delle tre. Conclude l'opera un'altra escursione dell'autore nell'ambient. Al termine di tutto sembra di sentirsi uscire da un'atmosfera fredda e opaca come una nebbia. "Nihaihayat" è il tipico raw black metal che si sviluppa attraverso strutture e riff semplici, ripetute per lunghissimi minuti e che diventano scenari statici, ma di grande impatto sonoro.

Voto: 7,5/10

Alberto Vitale