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lunedì 14 gennaio 2013

STEVIE CHICK - Black Flag

Odoya

Pubblicazione abbastanza particolare, a cura della casa editrice Odoya, quella di cui parliamo e che riguarda uno di quei gruppi che non ti aspetti, che sì avranno pure tanti seguaci qui in Italia, ma non è certo scontato che si decida d’investire addirittura su d’una biografia, un po’ come è successo per quella dei Nine Inch Nails, appena recensita su queste stesse pagine telematiche. Tanto di cappello quindi allo staff editoriale che necessariamente ha dovuto cercarne l’autore oltre confine, perché parlare dei Black Flag significa parlare dei padri del movimento hardcore punk statunitense, un fenomeno non solo musicale, necessariamente da analizzare senza astrarsi dal contesto sociale in cui è nato, per capire le ragioni che hanno generato questa voglia di urlare tutta l’angoscia di vivere alla fine degli anni ’70 (proprio nel 1978 i Black Flag davano alle stampe il primo ep, Nervous Breakdown). Nel libro, di ben 400 pagine scritte in modo fittissimo, tutta l’epopea è narrata con dovizia di particolari, dalla musica che ha influenzato i componenti del gruppo (si parla quindi di scena hippy e Grateful Dead, ma anche di Fleetwood Mac…) al periodo scolastico, le lotte con le forze dell’ordine, con l’industria discografica, le divergenze interne, le sostituzioni ed, in particolare, anche la storia di Henry Rollins e della sua omonima band, sino ad arrivare alle strizzatine d’occhio all’heavy metal ed al free jazz. Stevie Chick, l’autore, è un giornalista che scrive per riviste come Mojo, The Guardian, The Times, New Musical Express, Rolling Stone, continuo?… Per chi non riesce a trovare connessioni col nostro mondo, quello del metal, vi ricordo che l’ hardcore punk statunitense è alla base del movimento thrash e ha trovato la sua sublimazione proprio nel cosiddetto famigerato “crossover”. Poi udite cosa detto in proposito da gruppi come Metallica e Slayer o, meglio, ancora sentite i riff d’attacco dei loro brani più violenti e confrontateli con quelli dei Black Flag!!! Non ci vuole molto, andate su YouTube…

Voto: 9/10

Salvatore Mazzarella