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venerdì 18 gennaio 2013

INFERNAL POETRY - Intervista alla Band

Infernal Poetry (Bakerteam)


Risponde Alessandro Vagnogni (batteria):

Paraphiliac è la vostra ultima fatica discografica. Presentatelo ai nostri lettori...

-Credo che PARAPHILIAC riassuma in sé, in modo più consapevole e maturo, ciò che negli anni la nostra musica ha esplorato. Il nostro stile si è ormai delineato di album in album, uno stile molto personale che abbiamo cocciutamente difeso ad ogni costo. Metal estremo fatto da persone aperte, per persone aperte.

Quanto tempo è stato necessario per realizzarlo tra scrittura e registrazione?

-Come per ogni nostro disco ci prendiamo tutto il tempo necessario per scrivere materiale che ci soddisfi pienamente. Considerando poi che ognuno ha i suoi impegni lavorativi e attività musicali al di fuori degli Infernal Poetry, ecco che i tempi si dilatano a dismisura. Comunque ci abbiamo impiegato 3 anni circa.

In cosa si differenzia Paraphiliac dal vostro precedente album Nervous System Failure?

-Nervous System Failure è un disco senza freni inibitori, senza compromessi. Paraphiliac è più ragionato, più bilanciato tra furia iconoclasta e interventi melodici decadenti, disperati, ammalianti e ammalati. 

Avete atteso quattro anni per tornare con un nuovo disco. Cosa avete fatto in questo periodo?

-Come detto prima ognuno ha i suoi impegni lavorativi e non. Io e Daniele, ad esempio, suoniamo nei Dark Lunacy (lui a dire il vero lavora pure 8 ore al giorno); Paolo è un fonico professionista e così via. Abbiamo composto le nuove canzoni senza pressioni, come sempre del resto.

Pensate di supportare Paraphiliac con una serie di date live promozionali?

-Abbiamo già incominciato con un paio di date in Abruzzo e in Puglia, dove torneremo a Gennaio per un’altra doppietta. Continueremo a suonare in Italia (anche se onestamente è diventato sempre più difficile e demotivante) ma soprattutto all'estero, dove contiamo di tornare al più presto perchè c’è più fermento.

E' possibile la realizzazione di un vostro DVD?

-No, non credo, almeno per ora.

Analizzando Paraphiliac, come pensate si sia evoluto il vostro stile da Not Light But Rather Visible Darkness ad oggi?

-Io sono entrato nella band nel 2004, appena prima che uscisse Beholding The Unpure; un periodo in cui il sound della band stava mutando, dal melodic death ad una forma più personale e moderna. Il primo disco è sempre il disco in cui riversi tutta la tua verve creativa, dove vuoi riempire tutti gli spazi e non cedere a nulla. Mano a mano lo stile matura e si arriva ad una sintesi artistica che vive di per sé, affrancandosi dagli stessi "creatori".

Paraphiliac è il vostro primo album inciso per la Bakerteam Records. Come è nato questo connubio?

-Con la Bakerteam Records abbiamo cominciato da poco ma per la prima volta abbiamo trovato persone collaborative. La Scarlet, di cui la Bakerteam è sublabel, si era già interessata a Nervous System Failure nel 2009, ma purtroppo si fece viva quando avevamo già firmato con la Copro Records. 

Quale pensate sia il brano più rappresentativo di Paraphiliac? Quale è il pezzo che apprezzate di più da un punto di vista emozionale? Quale invece da quello tecnico?

-Il più rappresentativo secondo me In Glorious Orgy, summa perfetta di quello che gli Infernal Poetry sono stati e sono oggi. Il più emozionale Stumps, ma solo perché l'ho composto per metà io, hahaha. Il più tecnico per quanto mi riguarda è forse Cartilages…o Hypertrophic Jellyfish.

Volete salutare i nostri lettori e lasciar loro un vostro messaggio?

-Solite cose: ascoltate qualcosa, se vi piace comprate se non vi piace cestinate, visitate www.infernalpoetry.com e fatevi vivi ai concerti. Stay nervous!

Maurizio Mazzarella