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lunedì 21 gennaio 2013

HOLY GRAIL - Ride the Void

Nuclear Blast

Un gran bel disco, di sano, puro e potente heavy metal tradizionale, come se ne sentono pochi in giro di questi tempi. Il motivo è semplice: poche lo sanno fare davvero e chi lo sapeva fare oggi non ha la giusta grinta, ne il carisma necessario. Doti che invece gli Holy Grail hanno tutte. Suonano bene, compongono delle canzoni discrete, mettono sul campo la giusta rabbia, hanno una discreta esperienza ed una tecnica notevole. Ride The Void è un buon disco, che colpisce dritto l'ascoltatore, che lo guarda in faccia e mette le cose in chiaro dall'inizio, senza voler per forza di cose scopiazzare chi è venuto prima di loro, ma solo con l'obiettivo di fare le cose per bene, ma in modo spontaneo, concretizzando in musica la propria passione. Ecco perché Ride The Void ha tutte le carte in regola per raggiungere un folto numero di consensi, perché non vige nulla di studiato a tavolino. Ci sanno fare gli Holy Grail, band statunitense attiva da cinque anni, che ora giunge al proprio secondo lavoro in studio, tornando sul mercato a tre anni dall'esordio Crisis in Utopia, dimostrando di sapersi evolvere in modo coerente, rimarcando quella che è la propria personalità, perseguendo una sorta d'identità precisa, che non scende a compromessi, con grandi cavalcate di chitarra, un cantante diretto ed incisivo, una sezione ritmica possente ed il supporto di una produzione adeguata. Signore e signori, questo si chiama heavy metal ed è tutto per voi.

Voto: 7,5/10

Maurizio Mazzarella