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domenica 30 dicembre 2012

SARATAN - Martya Xwar

Massacre Records

L'intro orientale di questo trio polacco non è messa lì a caso. I richiami a melodie esotiche e di natura indoeuropea sono una delle due caratteristiche del sound dei Saratan. L'altra è il fatto che i polacchi suonano un death/thrash metal molto potente e apocalittico. "Mastema" ha un'ossatura del comparto riff-batteria che in alcuni momenti mi ha ricordato i Meshuggah, oltre alla vaga somiglianza del timbro vocale del bassista e cantante Jarek Niemiec a quello di Max Cavalera. "Verminous Disease" lascia definitivamente cadere i pochi dubbi che già sono sorti durante l'ascolto del precedente brano e cioè che i Saratan traggono alcune idee dal thrash dei tardi anni '90, ma anche dai Meshuggah e Fear Factory, che hanno un bagaglio minimamente hardcore e di conseguenza potrei citare altri illustri esempi, e che il tutto si accosta al death/thrash comunque moderno. Con una produzione pesante e comunque pulita, tale da permettere agli strumenti di essere tutti su un piano di frequenze udibili, "Martya Xwar" è un lavoro che piacerà sicuramente a coloro che sono votati a queste sonorità strong e che lasciano anche intravedere di tanto in tanto e senza doverne abusare, scappatelle estemporanee del songwriting, come il synth apocalittico di "Bal Al Zevuv", l'ambientazione alla Neurosis di "Silent Sound of Morning", in cui campeggia anche un pianoforte in solitario che spacca in due la canzone, e poi ci sono i già citati inserti etnico orientali. Attenzione però, questo terzo album dei Saratan ha comunque quel genere di songwriting strong, ossessivo, il cantato ne è un esempio, e che alla lunga o immediatamente potrebbe non colpire positivamente l'ascoltatore. Sospetto che sia la tipica band non per tutti e che un lavoro del genere sia di conseguenza la tipica release che o piace oppure no. Personalmente la trovo incline alle mie preferenze, oltre al fatto che i Saratan dimostrano comunque l'avere voglia di creare un songwriting espressivo e personale. Non mancano i richiami, ma riconosco che non conosco il loro sound e credo di non aver sentito mai nulla di loro, prima di adesso, eppure scopro che i precedenti due album sono stati licenziati dalla campana My Kingdom Records, mentre ora il vessillo Massacre compare su questo "Martya Xwar". La label tedesca credo abbia avuto una buona intuizione.

Voto: 7/10

Alberto Vitale