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venerdì 21 dicembre 2012

DECLINE OF THE I - Inhibition

Agonia Records

Dove si trova la morte? Se lo chiede A.K., personaggio che si trova in molti progetti francesi (Vorkreist, Merrimack, Neo Inferno 262, Malhkebre, Diapsiquir, Eros Necrospique), nel brano di apertura di questo lavoro di stampo solista creato sotto il nome Decline Of The I. A dire il vero compaiono anche altri musicisti ospiti, come Necrolith, ex batterista dei Merrimack, e due supporti vocali, cioè Georges Balafas (Eibon) e Sohr-Khasm, proveniente da progetti comuni con A.K.. "Inhibition" è un post metal dallo scorrere ben definito. L'album si lascia apprezzare per un songwriting poco "calcificato", come spesso accade in lavori del genere, i quali tendono troppe volte a ripetere i riff o a dilatarli esageratamente e che giocano solo su atmosfere e senza strutture articolate. Il dinamismo delle canzoni di A.K. lo si nota già in "The End of a Sub-Elitist Addiction", un pezzo di oltre 11', il quale segue la prima canzone che funge da intro, e che appunto varia il proprio aspetto e ha il solo demerito di offrire alcune melodie si piacevoli e allo stesso tempo inquietanti, ma di ridurle poi troppo nella loro durata. Anche "The Other Rat" è un metal dinamico, nonostante qualche riff pachidermico che ricorda quello di Burzum, oppure la epica e ammantata di esile psichedelia "Keeping the Structure". Non mancano momenti meno entusiasmanti. Noiosa, per via di uno sviluppo decisamente appesantito, "Mother and Whore" e "Art or Cancer" che si consuma con lentezza e prevedibilità, ma ha un sound molto rude e in stile Neurosis. "L'indécision d'Être" ha momenti interessanti in una struttura però sconnessa. Meglio riuscita è "Static Involution" dove l'atteggiamento progressive, o comunque di tipo dinamico, ha una maturazione più completa. "Inhibition" basa i testi sul biologo Henri Laborit, colui che scoprì un principio attivo poi utilizzato per il primo farmaco rivolto alla schizofrenia. L'aria ombrosa e claustrofobica sigilla questo album, formato da canzoni che affrescano stati emotivi alterati e irretiti. "Inhibition" si annuncia come prima parte di una trilogia e che si spera possa poi sempre maturare e superarsi.

Voto: 7/10

Alberto Vitale