Mazzarella Press Office

EMP 1

giovedì 27 dicembre 2012

ASHES YOU LEAVE - The Cure of Happiness

Rock'N'Growl 

I croati Ashes You Leave sono stati per tanto tempo una realtà unica per il proprio paese, tentando allo stesso tempo di farsi notare nell'Europa metallara. Il sound doom e condizionato da toni pesanti e a tratti death si è ammorbidito nel tempo, trovando la sua giusta maturazione in questo "The Cure of Happiness", il quale è un grazioso esempio di doom-gothic. Grazioso perché non sembra avere i giusti toni vivaci nella sua interezza. insomma, a tratti c'è qualcosa di troppo compassato e che non valorizza al meglio tutte le composizioni dell'album. Nonostante questo gli Ashes hanno decisamente fatto un passo in avanti, sviluppando ampie melodie sempre un pochino nostalgiche e malinconiche e sostenendole con l'aggiunta del violino che ne accentua le meste melodie. Le chitarre non sono mai troppo granitiche e contribuiscono con quel tipo di distorsioni a dare l'impronta levigata a questo sound, tuttavia non scade mai in qualcosa di plastica. Apprezzo molto la voce di Giada Etro, ma soprattutto se alza le tonalità, nelle quali sembra trovarsi maggiormente a suo agio.  Non manca qualche brano più espressivo, come la semi-ballad "Meant to Stray" con le sue melodie un tantino più nere, oppure "Summers End", un brano che non definirei propriamente metal eppure capace di stare bene nella tracklist. Complessivamente questo nuovo full length sembra essere vicino ad alcune sonorità del doom/gothic inglese di metà anni '90 o anche con qualcosa dei Theatre Of Tragedy (periodo del primo e secondo lavoro). L'album presenta una certa fluidità nelle composizioni, non ci sono passaggi complessi o pretenziosi e le melodie alla fine sono le vere protagoniste. Come lamentavo in apertura si riscontrano anche dei momenti non proprio avvincenti e non perché siano brutti o già sentiti, ma non hanno quella giusta energia e forse scadono nel monotono. Gli amanti del genere magari troveranno più soddisfacente questo lavoro, rispetto ad un ascoltatore troppo esigente come il sottoscritto!

Voto: 6,5/10

Alberto Vitale