HELLIGATORS - Against All Odds

Autoprodotto
La voglia di stare insieme per suonare del sano rock ’n’ roll e bere una bella birra fresca è il motivo per cui oggi siamo qui a parlare degli Helligators, band capitolina di heavy southern metal (così più o meno vi fate un’idea…) formatasi nel 2009 e che nel 2011 ha pubblicato questo suo disco di debutto, Against All Odds, che recensiamo solo oggi in quanto all’epoca non vi era un contratto di distribuzione. E’ importante tener conto di questa premessa per capire che abbiamo a che fare con un lavoro spontaneo, genuino, per niente studiato a tavolino, ma semplicemente nato in modo incrementale, aggiungendo, tagliando, combinando riff e melodie in sala prove, con i jack direttamente infilati negli amplificatori. Un modo di lavorare semplice ma che funziona quando c’è la giusta alchimia tra i membri del gruppo ed i risultati non possono che darci ragione, vista l’immediatezza che sprigionano i nove brani (più una hidden track…) che compongono il lavoro. I punti di riferimento, come potete immaginare avendo letto prima di che genere stiam parlando, sono band come Down, Black Label Society e gli immancabili Black Sabbath le cui influenze questi ragazzi utilizzano come punto di partenza per sviluppare un sound personale dove il senso della melodia ed il groove sono le armi vincenti. Davvero coinvolgente Emanuele di cui ne trapela il coinvolgimento interiore (quando si dice sentire la musica…) grazie alla giusta alternanza tra vocals pacate a ruggiti, così come ottimale il lavoro delle chitarre, mai sopra le righe ma efficace nell’economia dei brani (della serie l’assolo ci va quando è il momento…). Davvero belli brani come l’opener  Tattoed Killer, Kill The Monster e la potente Burn. Una band da seguire con attenzione… 

Voto: 8/10

Salvatore Mazzarella