Mazzarella Press Office

EMP 1

venerdì 28 settembre 2012

LYNYRD SKYNYRD - Last Of A Dyin’ Breed

RoadRunner Records
Volete sognare di spazi aperti attraversati dalle acque del Mississippi o di bettole fumanti e trasudanti alcool dalle pareti, circondati dai suoni caldi del southern e del blues? Volete, in fin dei conti, rimettervi in pace col mondo? Questo è il disco adatto, questo è il disco che vi riporta ai giorni in cui il rock iniziava ad entrare nella vostra vita, questo è il disco che vi farà ricordare, ancora una volta, il motivo per cui non riuscite a rinunciare al suono di una chitarra elettrica… Perché, diciamolo una volta per tutte, siamo stanchi di produzioni iperpatinate e musicisti formalmente accademici. In questo senso i Lynyrd sono una garanzia, sono gli amici su cui puoi sempre contare e son tornati con questo disco nuovo di zecca, a tre anni dal precedente e pur sempre eccellente God & Guns. La ricetta è sempre quella, il caro vecchio southern che, grazie al mestiere ed al cuore di questi artisti, riesce sempre ad essere fresco e potente, non di meno della musica prodotta da altre band tipicamente metal. Forse oggi con qualche strizzatina d’occhio al panorama mainstream, ma senza mai snaturare il proprio sound e senza mai tradire lo spirito che nei seventies ha accompagnato l’inizio di una splendida ma tragica avventura. Si apre con la title track! Una chitarra slide, come da tradizione, da il via ad un up tempo micidiale… Ce ne fossero canzoni così! One Day At Time ci mette addosso il sospetto che tra il ’73 ed il ’75 i Lynyrd fossero tra gli ascolti preferiti di alcuni membri dei Deep Purple Mark III e IV. Homegrown rientra nel lotto delle strizzatine d’occhio di cui parlavamo prima, ma sempre con un’attitudine rock incorruttibile. Feeling a secchiate nella prima ballad, Ready To Fly… Bella tosta Good Teacher, sognante Nothing Comes Easy per arrivare alla bellissima chiusura con un brano carico di speranze, Start Livin’ Life Again. I rockers di una certa età, come il sottoscritto, ameranno incondizionatamente questo disco… Ai più giovani, invece, l’invito a lasciar perdere assoli al fulmicotone e doppia cassa alla velocità della luce ed assaporare, per una volta, cosa vuol dire suonare rock!!!

Voto: 8,5/10

Salvatore Mazzarella