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sabato 15 settembre 2012

LIV KRISTINE - Libertine

Napalm Records
Non si può certo non affermare che Liv Kristine non sia ambiziosa. Lasciati i Theatre Of Tragedy, ha fatto di tutto per affermarsi con la propria band, producendo anche album di assoluto valore, ma parallelamente ha voluto sviluppare una propria carriera solita, puntando più sulla propria voce che sulla musica e forse se questo è davvero il suo intento, ha sbgliato territorio promozionale, perché va bene dare in pasto alla critica metal un gruppo che con il genere ce l'ha resa celebre in questo settore è collegata, ma produrre un disco che fondamentalmente viaggia tra il pop ed il gothic rock, non so quando possa giovare sia a lei che all'etichetta stessa, abituata a lavorare con gruppi come i Moonspell ed i Grave Digger. Detto questo possiamo dire di aver detto tutto. Libertine non è un disco brutto, assolutamente, le canzoni sono molto buone e si lasciano ascoltare con piacere, ma fondamentalmente non sono metal, o meglio ancora, hanno davvero poco a vedere anche con il gothic. Poi la sua voce è sempre bellissima, è davvero difficile non lasciarsi andare e meditare tra ballate leggiadre e pezzi molto intensi e potenti. Per essere chiari, è come ascoltare un disco di Francesco Renga senza i Timoria, diciamo che questo è uno degli esempi che potrebbe calzare, anche se ovviamente parliamo di settori generi nettamente differenti. Inutile poi dire che Libertine è ben suonato e strutturato, anche perché la band che l'accompagna è la medesima che la segue con i Leaves' Eyes, solo che probabilmente Liv Kristine ha sbagliato obiettivo. Puntare ad un altro pubblico cercando il supporto di un'altra label, forse le consentirebbe di aprirle un altro scenario, ammesso che sia questo ciò che vuole.

Voto: 6,5/10

Maurizio Mazzarella