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lunedì 3 settembre 2012

COURT - Twenty Flying Kings

MaRaCash
Se avete la passioni del rock anni ’60 della west coast, nel quale sopravvivevano elementi folk, psichedelici e quindi progressive, allora questa release degli italiani Court è davvero ciò che fa per voi. La band è attiva dai primi anni ’90, ma inevitabili cambi di lune up e pause forzate li hanno adombrati. Ora i Court si ripresentano con alcuni rifacimenti di pezzi già editi, eccetto "Anastasius Epitaph", originariamente venne registrata con la voce di  Ivan Carletta, e la strumentale "The Great Bear Rising". Questo “Twenty Flying Kings” è in buona sostanza il quarto lavoro della band, consta di sette pezzi, dura oltre un’ora e tra le canzoni ne spicca addirittura una di quasi ventidue minuti, cioè “Sumptuous Moment”. Un lavoro comunque delicato, a tratti intimista, carico di una musicalità la quale include anche alcune soluzioni tipiche del migliore folk-prog rock britannico. Tuttavia il sound dei Court ricorda maggiormente i Jefferson Airplane (“Anastasius’ Epitaph”) e i Grateful Dead. Bella, intensa, sensuale “The Great Bear Rising”, canzone strumentale di quasi tre minuti, nella quale si evolve un lungo assolo di chitarra vagamente alla David Gilmour. La semi-acustica “Lovers” è un’altra piccola gemma, nella quale Mosé Nodari (anche oboe e flauto, in altri pezzi) e Marco Strobel (anche il mandolino)rendono splendenti le propire chitarre, elettriche e acustiche. Non è solo un lavoro per palati fini, i quali potrebbero trovare grandi soddisfazioni non solo nei quasi, e già citati, ventidue minuti di “Sumptuous Moment”, ma anche negli otre diciassette di “Alviss’ Revenge”, altro pezzo imbastito maggiormente sulle corde delle acustiche. “Twenty Flying Kings” è un’altra buona espressione di melodie avvincenti, in particolare la graziosa “Dream Tale” e di quella tipica forma libera che il rock ha avuto solo tantissimi anni fa. Inoltre i Court non sono una band da revival: il suono è pulito, reso moderno ed evidenzia le ottime qualità dei singoli.
 
Voto: 7,5/10
 
Alberto Vitale