Mazzarella Press Office

EMP 1

giovedì 27 settembre 2012

ALTAR OF OBLIVION - Grand Gesture Of Defiance

Shadow Kingdom Records
I danesi, di Aalborg, Altar Of Oblivion ritornano sulla scena con il secondo full length, dal titolo "Grand Gesture of Defiance" e dichiarano, ancora, il loro smisurato amore per l'heavy degli anni '80 e i Candlemass. Doom esplosivo, ma fluente nel tocco ed ogni canzone sarebbe da incorniciare. La scena è dominata da Mik Mentor, il vocalist dalla voce epica  e altisonante, la quale contribuisce ad ammantare le canzoni di quell'epica della sofferenza che serpeggia ovunque. Balza subito agli occhi la scelta degli Altar Of Oblivion di realizzare un lavoro più breve, rispetto a quello del 2009, "Sinews of Anguish". La sclaetta è infatti costituita da soli sei pezzi e il minutaggio totale supera i 35', " Grand Gesture of Defiance" appare un lavoro concentrato, essenziale e diretto. Sei canzoni ben strutturate, ma bisogna riconoscere che "Where Darkness Is Light", opener dell'album, cattura immediatamente “In the Shadow of the Gallows” possiede la struttura più elaborata nel lotto. Da citare anche "The Smoke-Filled Room", strumentale costruita su acustica e synth e con un assolo a metà tra l'epic e il western! deliziosa, non c'è che dire. l'album è chiuso da "Final Perfection", a metà tra un funerale e una struggente symphonic-ballad. Altra perla. Gli Altar Of Oblivion hanno rievocato nuovamente lo spirito dell'heavy metal, di ben trenta anni fa ma attraverso un doom dal pathos avvincente.

Voto: 7/10

Alberto Vitale