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giovedì 12 luglio 2012

MUG - Lost Transmission

La Grande Onda/Audioglobe
I MUG (Medium Under Groove) sono una band composta da Fabio Mele al basso, Gabriele Trodella e Ilenia Volpe alle chitarre, Gabriele Cofanelli alla batteria e alla programmazione elettronica. Si occupano di un alternative/visual rock, delicato, intriso di emozioni, ma anche decisamente involuto, maledettamente ripiegato su se stesso, ossessivamente teso a dilatare i suoni, le atmosfere. Insomma “Lost Transmission” è quel genere di album pallido, algido, d’ambientazione emotiva e che fa tanto “cool” in quelle masse (più giovani e non), spesso desiderose di ascoltare sperimentazioni o di sentirsi volutamente diversi, ricercando appunto suoni a metà tra l’avanguardia e la rarefazione stessa della canonica struttura canzone. Purtroppo al giorno d’oggi di cose del genere se ne sentono davvero tante e, per quanto poi certe uscite possano piacere (come questa dei MUG, sia chiaro) alla fine è innegabile constatare come, ed è il caso di “Lost Transmission”, certi prodotti siano il frutto di un’ondata compositiva che lascia sulla spiaggia del mercato (o scena indipendente italiana che sia) una serie di cose. Sta poi all’ascoltatore, alla sua sensibilità e gusto (la musica è poi questo), districarsi o fregiarsi di certi lavori che si ritrova a setacciare in questo scenario. Si, “Lost transmission” è comunque un buon lavoro. Inciso bene, pieno di stati emotivi, di emozioni che si amalgamano con suoni prodotti da strumenti rock e da una elettronica di sostegno che sa essere presente ma discreta insieme. “Disco Pulp” ne è un buon esempio. Tuttavia momenti e pezzi dove l’elettronica predomina esistono. C’è anche un tocco di eleganza emotiva, come in “Ypsilon”. L’album scorre, la musica sale e scende e i MUG accompagnano per mano l’ascoltatore. Poi l’album finisce, l’anima e svuotata e magari rilassata. Musicalmente “Lost Transmission” pone un piacevole punto di partenza per i MUG, ma loro stessi dovranno per forza di cose superarsi e uscire dal calderone per poter sopravvivere.
 
Voto: 6,5/10
 
Alberto Vitale