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EMP 1

martedì 3 luglio 2012

MORTAL INFINITY - District Destruction


Digital Media Records

Si muovono nel territorio del thrash metal i tedeschi Mortal Infinity. Anzi, su parti di chitarra essenzialmente thrash metal, si inseriscono le pelli di Matthias Erber, batterista (quando la band nacque era bassista) incline ad un labile blast beat e alle variazioni ritmiche ben incollate all’andamento delle due sei corde di Unrath e Harlander, i quali creano un punto di contatto con il death metal, ma solo per alcuni passaggi. Risultato? Un thrash metal di scuola tedesca, ma dai toni più robusti, più dirompenti e con una pulizia e forza del sound che rende “District Destruction” un cristallo di opaca violenza. Torbide melodie, linee melodiche agghiaccianti, tecnica thrash metal di buona fattura. Riffs che si concentrano nelle canzoni, formando un intrico di note coinvolgenti e che trasportano l’ascoltatore ad un headbanging adrenalinico. Forza, pulizia stilistica, thrash metal che esalta, incollandosi alla tradizione e suonando semplice ed immediato. Oggettivamente non c’è nulla di eclatante nei Mortal Infinity, ma questo primo album è decisamente il classico album ben suonato, ben inciso e che ha una resa musicale sincera. Grandiosa l’intro, nello stile di qualche decennio fa quando alcuni lavori erano appunto aperti da strumentali grandiose, con l’inserto della chitarra acustica e le corde delle elettriche vibravano come un temporale in arrivo. C’è anche qualcosa dei Testament, nella title track, in “At Dawn of Death” e altrove, Si distingue anche “Sound of Brutality”, veloce bordata tra Exodus e Sodom, la solenne “Wake of Devastation”, mid tempo di granito scuro. Quasi 41’ di thrash metal imponente e costruito con partiture spesso cangianti e in grado di differenziare le canzoni che compongono “District Destruction”. In quattro anni (sono nati nel 2008) i Mortal Infinity hanno gettato le basi e tracciato un percorso. Vedremo in futuro cosa proporranno ancora.

Voto: 6,5/10

Alberto Vitale