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| FRET12 Records |
E questo era il momento giusto per l'album solita. Ormai il suo nome è noto al grande pubblico, per essere stato membro dei Creed e per essere attualmente uno dei leader di spessore di uno dei gruppi del momento, ma anche per il suo estro particolare e singolare con la chitarra. Parliamo di Mark Tremonti, membro degli Alter Bridge, una band che sta davvero spopolando. Si attendeva da tempo un disco a suo nome, lo richiedervano i fan, ma soprattutto gli amanti dello strumento ed il buon Mark li ha soddisfatti tutti, creando un lavoro sensazionale. I contenuti musicali nel complesso non si discostano molto da quelli delle sue band, lo stile fondamentalmente è improntato su un post grunge, che spazia tra l'alterantive ed un rock di stampo moderno con tendenze prevalentemente statunitensi. Le differenza è ovviamente tutta nella chitarra, perché in questo lavoro Mark Tremonti ha la possibilità di concentrarsi maggiormente nello strumento, di stupire con assoli iper tecnici e notevolmente lunghi, tanto da far venire la pelle d'oca. I ritmi sono molto elevati, siamo di fronte ad un disco coinvolgente, trascinante, che contiene tanta grinta ed una dose immensa di carisma. C'è poi anche un buon lavoro da parte di chi accompagna Mark in questa avventura, la sezione ritmica infatti compie un lavoro egregio, anche se il tutto funge da cornice alla spendida chitarra di un musicista dal tocco magico, che sicuramente è capace di questi tempi di fare scuola. Diciamo che ascoltando Mark Tremonti, viene invidia per Myles Kennedy, che tra gli Alter Bridge e Slash presta la sua ugola a due chitarristi davvero mostruosi. Grandissimo disco, fatto di grandi canzoni e di momenti suonati in modo egregio. Da avere per gli amanti della chitarra, ma soprattutto per chi ama la buona musica!!!
Voto: 8,5/10
Maurizio Mazzarella
Voto: 8,5/10
Maurizio Mazzarella
