Mazzarella Press Office

EMP 1

martedì 31 luglio 2012

ELECTRIC SWAN - Swirl In Gravity

Black Widow
Immenso, immenso, immenso !!! Meglio andare subito al sodo, inutile effettuare voli pindarici con frasi da masturbazione cerebrale per definire la musica degli Electric Swan. Questo è hard rock profondamente radicato nella prima metà dei seventies, che si ispira (…ho detto si ispira, non emula !!!) alla sacra triade Purple, Zeppelin e Sabbath, contrassegnato orgogliosamente dal marchio “made in Italy”… E’ un concetto che intendo ribadire con forza, alla luce del fatto che case discografiche e testate più blasonate, rispetto alla stampa specializzata ormai volta verso tirature di nicchia, sono sempre alla ricerca della new vintage sensation, che siano, a caso, Rival Sons, The Answer, Wolfmother… giusto per citare qualche nome!!! Ed invece gli Electric Swan sono italiani e sono dei rockers di razza “superiore”… in tutto: nel songwriting, nel suono, nell’attitudine, nell’impatto e persino nel look. Nati come progetto parallelo di Lucio “Swan” Calegari, chitarrista degli immensi Wicked Minds, in realtà il gruppo è costituito dal nucleo fondamentale delle Menti Dannate, cioè da Monica Sardella alla voce e Paolo “Apollo” Negri alle tastiere, dal quale ne differisce solo per la sezione ritmica e la maggior impronta chitarristica dell’insieme è dovuta al songwriting curato in gran parte da Calegari, che ha scritto sette brani ognuno degno di menzione (si aggiunge alla tracklist la cover di Move Over di Janis Joplin). Apre la title track con un riff dal sapore zeppeliniano, seguita dai suoni liquidi delle tastiere che introducono la più complessa Lonely Skies, a metà tra psichedelia e funk tipico dei Purple Mark III. Sempre colori porpora vestono End Of Time, graziata dalle splendide svisate di Paolo e dalle linee armoniche e dalla ritmica torrenziale di Lucio. Letteralmente stratosferica, quando sale in cattedra, la chitarra in Wicked Flower, brano venato anche di una certa epicità, mentre i Sabbath più agitati fanno capolino in Ride On Another Sun. Sembrano i Cathedral quelli del riff iniziale della progressiva Garden Of Burning Trees, magnifica suite di 8 minuti, dove il sax di Clive Jones (siii, dei Black Widow…esatto !!!) è la ciliegina sulla torta. Move Over, cover di Janis Joplin come dicevamo prima, è la dimostrazione dell’immensa grinta sprigionata da Monica, magistrale a dir la verità su tutti i brani del disco. Chiude quest’opera la ballad Drag My Mind e lo fa alla grande, pregna com’è di una carica evocativa che esplode completamente nel finale, tra le urla di Monica e la chitarra impazzita di Lucio. Affascinante l’artwork curato da Pino Pintabona, dello staff di Black Widow (che pubblica il cd), con un paesaggio fantascientifico attraversato da una passerella di corda e tavole di legno, come quelle con cui nell’antichità si attraversavano fiumi e precipizi, quasi a voler simboleggiare che il rock, quello autentico e puro, è sempre il viatico per l’integrità del nostro apparato uditivo. Per chiudere un grande, grande plauso all’etichetta genovese che continua a sfornare un capolavoro dietro l’altro…

Voto: 9/10

Salvatore Mazzarella