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lunedì 25 giugno 2012

HYBRID CIRCLE - Intervista alla Band


Hybrid Circle (Nadir)

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

-“Before History” nasce come un racconto. Una storia che abbiamo pensato di sviluppare per dare un valore maggiore ai testi. Siamo da sempre stati “stregati” dal concept album e di sicuro non riusciremmo a realizzare qualcosa che non abbia un percorso logico ben definito. Ovviamente, nel seguire questo percorso, abbiamo unito la nostra passione per il genere Sci-Fi alla passione per la musica. In breve (perché stiamo parlando di un libro), “Before History” tratta l'avventura di un personaggio (Lex) che si trova a liberare il suo popolo dalla dominazione di una macchina. Nell'album questa avventura è raccontata in prima persona dal protagonista. 

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

-La band ha avuto due vite e la seconda, la più importante, parte nel all’incirca ad inizio 2010. La prima formazione si creò quasi per scherzo. Con il tempo le scelte dei componenti divennero incompatibili e di conseguenza la line-up subì cambiamenti drastici. Di quella formazione sono rimasti solo Stefano e Simone. Tornando “all'anno zero” della band (2010), possiamo dire che quasi per caso si formò quel tanto agognato “Circle”. Nuova vita,  nuove ispirazioni, nuovi obbiettivi e, cosa più importante, nuova line-up.

Come è nato invece il nome della band?

-“Hybrid Circle” non è a caso e non è di certo stato scelto perché “suona bene”. Per quanto riguarda la concezione musicale il “Circle” è l'area in cui noi vogliamo concentrare tutte le varie contaminazioni. Invece per tutto ciò che riguarda il lato personale il “Circle” è inteso come l'amicizia. Ognuno di noi, per raggiungere un equilibrio interiore, ha per forza bisogno degli altri punti che tracciano il cerchio. È “Hybrid” perché è la perfetta sinergia tra caratteri completamente diversi e gusti completamente diversi.

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

-“Before History” sancisce finalmente l’entrata nel mondo Sci-Fi/Cyber stracolmo di robot, fulminatori, intelligenze artificiali senza limiti e soprattutto (non ce voglia Asimov) le tre leggi della robotica modificate in modo tale da dare origine ad un vero problema. Per essere più precisi, stiamo parlando di un libro interamente scritto da noi per dare più “corpo” al concept album. Le liriche non sono nient'altro che il sunto di ogni capitolo. Una traccia, un capitolo. Con questo possiamo dirti che per noi i testi sono fondamentali. Allo stesso livello della musica.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

-Siamo sicuramente un mix di influenze a cavallo tra Europa e USA. Molto probabilmente quello che meglio ci riesce è legare grandi parti ritmiche a ritornelli melodici e orecchiabili. Un altro punto di forza è la tematica che non è usuale tra le band metal. Certo, ci sono stati gruppi che hanno trattato Sci-Fi molto prima di noi, ma comunque rimangono poche le band che sposano l’argomento.

Come nasce un vostro pezzo?

-Una domanda difficilissima! Solitamente noi facciamo un mix di due metodi. Si comincia con un riff davanti a ProTools, si costruisce la base ritmica di riferimento e i conseguenti riff. Una volta che intuisci (perché, giustamente, non c’è un metodo matematico) che hai abbastanza riff, è la volta del testo. In base al testo si mette in piedi la struttura del pezzo con i riff ottenuti precedentemente. I riff possono, ovviamente, subire delle variazioni per favorire la metrica della voce, o viceversa. Quando hai la bozza “completa” in mano passi alla rifinitura con l’aggiunta di melodiche e tastiere. Il passo finale è quello di portarlo in sala prove, se li funziona, allora ci hai azzeccato! È sicuramente una spiegazione più tecnica che “emozionale” in quanto il lato del sentimento che fa nascere un pezzo è abbastanza personale/difficile da spiegare.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-Anche questa è difficile! È un po’ complesso darti una risposta generale sempre per il fatto del “Hybrid”. Nella band ci sono più “scuole di pensiero”: c’è chi preferisce la melodia, chi invece preferisce il riff spacca collo, oppure chi preferisce il fraseggio più tecnico. Forse il pezzo che più ci mette d’accordo è “Project Bait” che contiene praticamente tutte le caratteristiche elencate poco fa. Tra l’altro è stato il pezzo che abbiamo scritto con più “velocità”. Arrangiato in 30 minuti, bellissima sensazione.

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

-Un po' di tutto. Il Metal è forse l'ultima cosa che ascoltiamo, vuoi per la saturazione, vuoi per l'obbiettività di cui abbiamo sempre bisogno. È comunque innegabile l'influenza da parte di gruppi come Fear Factory, Meshuggah, Nevermore ecc... però tentiamo sempre di realizzare un giusto mix compositivo. Quindi, parlando di influenze, qualunque cosa potrebbe darci il giusto spunto per dare vita ad un lavoro. Siamo sempre alla ricerca dell’equilibrio “perfetto”.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

-Abbiamo già effettuato alcuni tour. Tra questi uno con i Loudblast (ed insieme ad altri “colleghi”) in due serate (Genova-Aosta). Alla fine di maggio abbiamo partecipato insieme agli Adimiron all'ultima tranche del tour "Triumvirhate 2012" che si è svolta in Belgio. Siamo abbastanza soddisfatti del numero di date che abbiamo fatto da inizio anno ad oggi, ma si può fare molto di più. Probabilmente ci saranno altre novità tra settembre ed ottobre, quindi seguiteci!

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

-L’idea ci era già balzata in mente. È possibile che per il prossimo album potrà essere prodotto un DVD con contenuti riguardanti la  realizzazione. In realtà ci avevamo già cominciato a lavorare per “Before History”, ma a causa di alcuni problemi tecnici (registrazioni) abbiamo preferito lasciar perdere la creazione di un DVD del tipo “making of” e concentrarci esclusivamente sulla produzione del disco. Per un eventuale album dal vivo l’unico problema è l’organizzazione logista. Non è semplice registrare un album dal vivo, a parte la strumentazione giusta, ci vuole anche la situazione giusta. Per il momento la soluzione scelta all’unanimità è il DVD.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

-Per questa domanda ci vorrebbe un’intervista dedicata. La scena musicale (metal) italiana è piena di gruppi validissimi e di problemi ce ne sono quanti ne vuoi. Si parte dalle varie difficoltà standard/frivole come “non si suona spesso”, “non si trovano musicisti seri”, “è stato già creato tutto”, “il rock è morto” (per farci una risata, s’intende), fino ad arrivare a questioni più importanti come mettere d’accordo il lavoro ordinario con la costruzione di un disco o addirittura un tour (come ci è già capitato) evitando il collasso della band. La musica è un impegno enorme, anzi, è un lavoro se la vedi seriamente. Poi ci sono i problemi economici, ma si sa, la band è un investimento, è al pari di un’azienda. Sei l’imprenditore e l’imprenditore che apre una startup un po’ di soldini ce li deve mettere senza aver paura altrimenti non va da nessuna parte. Se hai buone idee, passione, determinazione e attui la strategia giusta, stai sicuro che l’investimento lo riprendi. Tra gli altri problemi possiamo trovare anche il buon vecchio “pay-to-play”, ma anche per questo ci vorrebbe un discorso a parte. Però tutto ciò si risolve con la voglia di fare, con la determinazione. Quindi, avanti tutta sempre.

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

-Assolutamente nessun danno. Internet è uno dei mezzi migliori per farsi notare, anzi, forse è proprio il migliore. Come tutte le cose va sfruttato con criterio perché può essere un’arma a doppio taglio. Può farti tanta buona pubblicità, ma te ne può fare anche tanta negativa. I social network ti aiutano a creare contatti con migliaia di persone che poi magari ti apprezzeranno e faranno girare a loro volta il tuo nome. Insomma, internet è una grande cosa.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

-Certamente ci valorizza. Qualunque genere è in grado di valorizzare il talento musicale, la cosa importante è che ti piace e che lo fai con passione e determinazione. È proprio a quel punto che arriva la gratifica. 

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

-L’elenco è lunghissimo! Steven Wilson, Mikael Akerfeldt, Peter Tagtgren, Fredrik Thordendal, Misha Mansoor. Potremmo continuare all’infininto. Un elenco di grandi artisti, sarebbe un onore collaborare con loro.

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-Grazie mille per lo spazio ed il tempo che ci hai concesso, e speriamo di rivederci presto. Intanto vi salutiamo tutti e vi lasciamo all’ascolto di “Before History”.
Stay Hybrid!

Maurizio Mazzarella