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martedì 22 maggio 2012

INCOMING CEREBRAL OVERDRIVE - Le Stelle: A Voyage Adrift


Supernatural Cat

Assurdi e sconvolgenti, almeno per chi scrive e che si ritrovava nella condizione di non conoscere assolutamente l'esistenza di questa band italiana da incubi di inizio millennio. Gli Incoming Cerebral Overdrive sono al terzo album, e prima di questo hanno inciso "Cerebral Heart" nel 2008 e "Controverso" nel 2010. "Le Stelle: A Voyage Adrift" è una rivelazione, è il verbo del metal, del rock e delle loro forme estreme sintetizzate attraverso un'equipe di musicisti che tendono a suonare sempre al limite di ogni cosa. Al limite dei suoni, dei generi e delle idee proprie. Al limite della nostra galassia. "Mirzam", mazzata nervosa, fusione delle chitarre e basso, batteria che colpisce ossessiva e la melodia che schizofrenicamente va in avanti a produrre ondate di noise-metal-mathcore e follia. "Sirius" non è diversa, i ritmi sono da morfinomani e le dita sulle tastiere delle chitarre e basso sono ipnotizzate, si muovono ossessivamente sulle stesse note, poi arriva "Sirius" che ha un appoggio sui synth, l'uso di effetti spaziali e un clima che sembra descrivere una navicella con esseri in stile "Alien" alla deriva nell'universo e pronti a sbarcare chissà dove, per esprimere la loro ferocia. La fase sperimentale degli Incoming Cerebral Overdrive raggiunge un discreto livello in questa canzone, ma "Betelgeuse" (altro nome da viaggio interstellare) riprende il caos interiore di come l'album si è aperto e solo "Kochab" offre qualche spunto nuovamente sperimentale, psichedelico, spaziale, insomma fuori dagli schemi. La musica degli ICO è furiosa, potente, ma frenetica e neurologicamente impossibile da seguire senza danni alla mente. Come risucchiati da un vortice, come un gorgo dove finiscono i Neurosis e gli incubi, lo space rock e i Melvins. Tutto questo accade in "Adhara", sintesi perfetta delle anime di questi musicisti che vivono in composizioni sopra le righe. Altri pezzi di interesse, in particolare per la commistione tra l'anima più caotica ed estrema e il clima psichedelico è "Polaris", un viaggio epico nel buio del cosmo. "Bellatrix" è una proposta semi thrash-hardcore e "Rigel" chiude l'album in modo fragoroso, roboante. E' un pezzo che sembra il cantare di questo motore che spinge l'astronave degli Incoming Cerebral Overdrive, poi il motore si spegne, l'astronave va alla deriva e inizia un viaggio cosmico e ai limiti dell'universo: si vedono cose, colori, atmosfere strane...In "Le Stelle: A Voyage Adrift" hanno partecipato alle registrazioni Urlo e Poia degli Ufomammut e la produzione è stata vagliata da Lorenzo Stecconi (ha lavorato proprio con Ufomammut, Lento e altri), il quale ha fatto un lavoro mirabile, senza abbandonare una sola nota sotto i colpi e l'impasto sonoro, ma sempre lucido, che gli Incoming Cerebral Overdrive hanno creato. Un lavoro mostruoso!

Voto: 8/10

Alberto Vitale