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lunedì 2 aprile 2012

TYKETTO - Dig It Deep

Frontiers Records

La storia dei Tyketto è davvero particolare. Nati verso la fine degli anni ottanta, hanno esordito sul mercato dicografico con Don't Come Easy, seguito poi dai pregevoli Strength in Numbers e Shine. Dopo disco dal vivo Take Out & Served Up Live, il gruppo statunitense si è fermato per poi riunirsi nel 2004 e dare nel 2008 vita ad un'intensa attività live. Dig It Deep, edito dalla Frontiers Records, era quindi un disco molto atteso, che giunge a distanza di diciassette anni dall'ultima produzione e che non delude affatto. Lo stile della band è rimasto saldamente ancorato ad una sorta di hair metal tipicamente americano, contaminato da sumature heavy, pop ed hard. Ma nel complesso, lo stile dei Tyketto era ed è rimasto unico, un po' come accaduto per gruppi come Extreme, Mr. Big e Skid Row. La formazione è quella di sempre, con Danny Vaughn dietro al microfono, Brooke St. James alla chitarra, Jimi Kennedy al basso e Michael Clayton Arbeeny alla batteria. Dig It Deep è un album affascinante, intenso ed ispirato, con brani avvolgenti ed ammalianti, anche ipnotizzanti e carismatici, come è sempre stato nelle vene dei Tyketto. Non è questo un album studiato a tavolino, come spesso accade in tanti lavori frutto di reunion, ma è un insieme di canzoni spontanee, che fanno della spontaneità e della qualità compositiva il proprio punto di forza principale. Caratteristiche che emergono in Here's Hoping It Hurts, forse il brano che più rende meglio l'idea di quello che è lo spessore artistico di Dig It Deep e che dimostra di inquadrare alla perfezione quello che è lo spirito dei Tyketto oggi. Battle Lines è invece è il classico brano dal fortissimo sapore commerciale, che sicuramente raccoglierà un folto numero di consensi. Una ballata dai toni frizzanti e poetici che non potrà certamente passare inosservata. Tutto Dig It Deep scorre in modo fluido e dinamico, a partire dall'opener Faithless, song d'impatto e di sentimento, seguita da Love To Love, dove l'amonia dell'amore è corredata da splendide chitarre acustiche. E che dire della title-track, brano dal sapore crudo che più di tutti mostra il lato più ruvido dei Tyketto, che superano se stessi nella conclusiva This Is How We Say Goodbye, canzone dai ritmi lenti e dall'atmosfera romantica. Non poteva esserci quindi ritorno migliore per Danny Vaughn, grazie a canzoni versatili e dalla presa immediata. Bentornati Tyketto, ci siete davvero mancati!!!

Voto: 8/10

Maurizio Mazzarella