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sabato 17 marzo 2012

WEREGOAT - Unholy Exaltation Of Fullmoon Perversity

Dark Descent Records

Avanzi di band come Ritual Necromancy e altre realtà infime di Portland e dintorni, messi insieme per concretizzare una sconcia e funesta formazione, un trio, che prende il nome di Weregoat e che fa dei suoni lerci e crudi il vessillo del proprio sound. "Unholy Exaltation of Fullmoon Perversity" è l'EP di esordio e viene da chiedersi cosa realizzeranno in futuro questi tre spostati. Si esibiscono in quello che sembra un ibrido tra death metal e black metal, ma è prima di tutto un crogiolo di malefici attraverso una voce cavernosa e immonda (Nocturnal Hellfukker, anche bassista), chitarre che sembrano un duello tra un terremoto e una tempesta per la potenza, ma dai tratti grezzi e scolpiti con un'ascia (manovrate da Indiscriminate Impregnator), mentre Sadoseducer (a questo punto sorvoliamo sui nomi!) batte sulla batteria con ossessiva violenza. Chi è un adoratore dei Dark Tranquillity, Soilwork, Arch Enemy e di tutte le band virtuose e degne di registrazioni lucide come una perla è meglio che abbandonino queste righe immediatamente. La musica dei Weregoat è materiale che scotta, è quel genere di cose che o ti piacciono oppure le tieni lontane come la peste. Perchè se la peste avesse un sound, questo sarebbe quello dei Weregoat. "Invoke the Black Oblivion", un lamento funereo, un doom carico di tensione, "Antichrist Kommand", un black metal ferale, pallido ed estremamente ruvido, "The Hideous Stench of Occult Slaughter", altro caos dai tratti feroci e contaminato in pari misura dal death e dal black metal; sono questi alcuni dei pezzi che caratterizzano le intenzioni dei Weregoat, le quali sono quelle di offendere (visti i loro nomi, quelli delle canzoni, vedi "Nuclear Cunt"), spaventare e fregarsene totalmente di ogni possibile canone estetico. Per ascoltarli occorre un po' di stomaco e una pelle dura, allenata da anni di ascolti ricoperti di muffa o freddi come il marmo di una tomba.

Voto: 7/10

Alberto Vitale