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lunedì 5 marzo 2012

SPAWN OF POSSESSION - Incurso

Relapse Records

Gli Spawn of Possession ritornano tra noi a suonare un brutal death metal con chirurgica precisione, per via dei frenetici e vertiginosi connotati tecnici. "Incurso" è stato inciso da mani sapienti, ma diverse dal precedente "Noctambulant"; infatti ad affiancare alla chitarra Jonas Bryssling è arrivato Christian Müenzner (talentuoso ex Obscura), la batteria è suonata da Henrik Schönström (Unmoored, Torchbearer e altri) e il basso è manovrato da Erlend Caspersen (noto per i lavori con i Blood Red Throne, ma anche Vile e altri). Non è andato via il batterista Dennis Röndum, ma adesso può completamente dedicarsi esclusivamente alla voce. Dunque una rivoluzione. Una band che stravolge i componenti, ma che non snatura la sostanza della quale ciba la propria musica. "Incurso" ha un sound molto più pulito, rispetto al resto delle loro produzioni, ma non laccato. Ne guadagnano ancora di più le prestazioni dei singoli, magnificamente esposte, e l'ascoltatore, perché ogni nota oltre ad essere al suo posto è anche ben udibile. Una carrellata di death metal, attraverso nove pezzi, che denotano fantasia altamente padroneggiata e nitida violenza. Il lato più brutal cambia, non viene annacquato, ma è interposto tra evoluzioni e sconvolgimenti di death metal notevolmente tecnici. "Deus Avertat", "Where Angels Go Demons Follow",  "No LIght Spared" sono tra i pezzi che riprendono le loro radici, ma con la maturità di oggi. Gli Spawns tuttavia si concedono anche allucinate sbavature thrash metal, come in "Spiritual Deception" (brano dagli arrangiamenti sopraffini), "Servitude of Souls" e "The Evangelist". Stupisce "Apparition" brano posto in chiusura e rinforzato da inserti di synth orchestrali. Quasi dispiace che sia l'unico esempio di questa scelta . "Apparition" è anche la dimostrazione in cui se gli Spawns inserissero una melodia portante, un tema principale, forse ne guadagnerebbe il loro songwriting. Insomma, la tanta tecnica potrebbe non essere per tutti, ma non si può rimanere indifferenti ad un lavoro del genere.

Voto: 7,5/10

Alberto Vitale