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mercoledì 21 marzo 2012

SOULFLY - Enslaved

RoadRunner Records

E sono otto, già, perché i Soulfly del mitico Max Cavalera giungono con questo straordinario Enslaved, edito per la RoadRunner Records, alla pubblicazione del proprio ottavo lavoro in studio, facendo ritorno sul mercato discografico a distanza di due anni dal precedente e quantomai eccellente Omen. Da un punto di vista musicale potete rimanere spiazzati. In meglio s'intende. La matrice etnica che ha sempre caratterizzato i lavori del post Sepultura di Max Cavalera è ancora presente, ma è nettamente minore rispetto al sound che ha sempre caratterizzato i lavori targati Soulfly. Di conseguenza, dimenticatevi quel gruppo che in un certo senso continuava quel discorso già intrapreso con Roots e pensate ai Soufly come una band che ha trovato un'identità definitiva, mettendo in mostra ancora una volta una personalità fortissima. In Enslaved il buon Max Cavalera, che si occupa della voce e della cahitarra, è ancora affiancato dal fido Mark Rizzo ed ha reclutato il bassista Tony Campos ed il batterista David Kinkade. Da un punto di vista musicale, questo è l'album più violento ed aggressivo della discografia dei Soufly. L'intento è quello di far male mostrando tutta la propria rabbia e la propria cattiveria senza mezze misura. Ne viene fuori un disco brutale, che fonde in maniera egregia generi come il death, il thrash ed il groove metal, con la chitarra di Max Cavalera che ricorda in modo palpabile quella di Chaos A. D., senza però mai rinunciare ad un suono più evoluto e certamente più attuale. In Enslaved non viene trascurata quella linea ponderata melodica che rende la musica dei Soufly particolare ed ha nella sezione ritmica uno dei maggiore punti di forza in senso assoluto. Il disco è fluido, scorre in modo dinamico, grazie alla propria intensità, è formato da brani compatti e dall'impatto fortissimo, ma anche dalla presa immediata nonostante siano adagiati su arrangiamenti complessi, nonché splendidamente strutturati ed articolati. Il lavoro effettuato in sede di produzione dallo stesso Max Cavalera con il supporto di  Zeuss è a dir poco perfetto, perché sono riusciti a creare un suono assolutamente moderno ed anche di prospettiva. Impossibile non restare spiazzati da un album di questa portata, basta ascoltare Gladiator, uno dei pezzi di maggiore spessore, per comprendere quanto Enslaved sia il miglior disco di sempre dei Soulfly. Inutile dire che questo è un album che farà storia e che deve essere vostro costi quel che costi!!!

Voto: 9/10

Maurizio Mazzarella