Mazzarella Press Office

EMP 1

venerdì 16 marzo 2012

SEVERAL UNION - Intervista alla Band

Several Union (e-Grapes promotion)

Intervista ai nostrani Several Union in occasione della pubblicazione del loro ultimo lavoro in studio Awake From The Game. Ci risponde Alessandro ‘Ashdale’ Montalti, il cantante e frontman della band: 

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

-Abbiamo il piacere di presentare a tutti i lettori “Awake From The Game”, il nostro secondo lavoro in studio. Questo disco per noi è decisamente più maturo ed emotivo del precedente lavoro “A Look In The Mirror”, curato in ogni arrangiamento e pieno di sfaccettature. Inoltre rappresenta una sorta di test per la band, o meglio una scommessa: volevamo dare il massimo durante la produzione, investendo soldi e tempo per poter uscire con il prodotto più competitivo possibile.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

-I Several Union nascono nel 2005 dal mio incontro con Mino e Fabio, in quel momento alla ricerca di un cantante. Dopo poco si è aggiunto in maniera stabile al combo anche Michele. Con questa formazione i Several Union hanno registrato un EP dal titolo “Resurrection” nel 2006 e un full-length un paio di anni dopo, “A Look In The Mirror”: l’album, pubblicato e distribuito dall’inglese Copro Records, è stato promosso in molti palchi italiani e esteri, grazie ad un tour in UK nel 2009. Sin dall’inizio l’obiettivo è stato quello di forgiare un proprio stile e comporre musica originale, ma non sempre è risultato semplice: ognuno nella band ha influenze differenti ed eterogenee che vanno dalla scena alternative metal americana al metal più estremo, passando per il rock. Successivamente, concluse le registrazioni di “Awake From The Game”, abbiamo sentito il bisogno di aggiungere alla band un chitarrista che ci aiutasse a portare live l’impatto sonoro che avevamo ottenuto in studio: così si è unito alla band anche Edoardo, con cui si è instaurato subito un ottimo feeling.

Come è nato invece il nome della band?

-Il nome della band nasce dalla difficoltà iniziale di trovare un equilibrio tra gli stili e le influenze che ognuno di noi portava in sala prove. Da qui il motto “Several influences in a rockin’ union”, accorciato poi per ovvi motivi. Ci suonava bene!

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

-I nostri testi, come la musica in generale, sono il modo per noi di affrontare la realtà e di elaborare la quotidianità. In una società che decide cosa dobbiamo ascoltare e vedere, una società stereotipata e priva di valori, la musica per noi è un po’ il mezzo di dire la nostra e per trasmettere le paure e le frustrazioni che affrontiamo tutti i giorni. Ci da la possibilità di riflettere e far riflettere su quello che siamo e quello che vorremmo essere.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

-Di solito siamo noi che facciamo questa domanda: ci piace sempre confrontarci con i nostri ascoltatori, soprattutto quelli che si imbattono per caso nella nostra musica e che possono darne un giudizio a caldo ed impulsivo. Se dovessi dirtene qualcuna io, direi la carica e l’emotività.

Come nasce un vostro pezzo?

-Praticamente tutti i pezzi nascono da un riff di chitarra che viene poi sviluppato in sala prove, per poi diventare dopo vari rimaneggiamenti la struttura grezza di un pezzo. Lavoriamo molto in sala sulle melodie delle voci e sugli arrangiamenti. Infine arriva il testo: non so bene come funzioni nelle altre band ma, una volta individuata la tematica principale, io sono convinto che le parole debbano essere studiate apposta sul brano in questione, un po’ come un vestito su misura.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-Tonight You’re Mine. E’ un brano fortemente emotivo ed eterogeneo, che rispecchia molte sfaccettature dei Several Union.

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

-Tantissime, siamo affamati di musica ed abbiamo un costante bisogno di ascoltare sempre nuove band e sperimentare nuove sonorità. Durante la composizione però direi che le principali derivano dalla scena alternative rock/metal americana, come Stone Sour, Nickelback e Breaking Benjamin.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?  

-Per noi il contesto live è davvero imprescindibile: siamo convinti che sia sul palco che la nostra musica da’ davvero il massimo. Siamo al lavoro proprio ora su un tour che ci porterà all’estero durante l’estate, speriamo di annunciare qualcosa a brevissimo. 

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

-In realtà nessun album dal vivo o DVD, ma stiamo lavorando su un EP che conterrà alcune versioni rivisitate dei brani di “Awake From The Game”. Non vogliamo svelare niente ancora, ma possiamo dirvi che sarà fuori prima dell’estate!

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

-La scena italiana soffre molto in questo periodo di crisi: i media non danno spazio alle band emergenti e i locali valutano solo i profitti. In questa realtà è sempre più difficile puntare sulla propria musica e proporre un prodotto di qualità in Italia, perché il pubblico in primis non è educato ad ascoltare musica underground di qualità. Il rock e l’alternative che qui sono considerati genere di nicchia, all’estero e soprattutto negli States hanno uno spazio consistente e la cosa si nota subito appena si accende la TV. Noi siamo una band italiana e qui in Italia stiamo sgomitando molto per avere la possibilità di far ascoltare la nostra musica, ma sicuramente speriamo di avere l’occasione presto di vedere quale sarà la reazione all’estero per “Awake From The Game”.

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

-A questi livelli, Internet non è un elemento negativo ma un mezzo potentissimo per far ascoltare la propria musica. Ovviamente, è un mezzo anche molto inflazionato, quindi ora la difficoltà è distinguersi dalla massa e dare un motivo alla persona davanti al PC per ascoltare proprio te.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

-Non ci importa valorizzarci come musicisti, siamo convinti che là fuori ci sarà sempre un musicista più bravo di ognuno di noi. Pensiamo che la nostra forza sia nello scrivere belle canzoni e in quello “Awake From The Game” ci ha regalato molte soddisfazioni finora!

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

-Non saprei, così su due piedi sparo in alto e ti direi Chris Cornell.

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-Cogliamo l’occasione per ringraziarti per lo spazio che ci hai dato ed il continuo supporto alla nostra musica. A tutti i lettori invece va il nostro invito ad ascoltare con orecchio critico tanta musica, soprattutto underground: in Italia ci sono tantissime realtà di talento che vanno supportate e che tutti i giorni faticano ad emergere. Proprio lì, dove non c’è un soldo, c’è tanta passione. E dove c’è passione, c’è la musica. Quella vera.

Maurizio Mazzarella