Mazzarella Press Office

EMP 1

venerdì 9 marzo 2012

REVEL IN FLESH - Deathevokation

FDA Rekotz

La tedesca FDA Rekotz pesca dalla Finlandia questa band chiamata Revel In Flesh, la quale ha realizzato il suo primo album. Suonano death metal e i membri arrivano da Immortal Rites, Apophis e Dawn of Dreams. Il sound che i Revel In Flesh mettono in piedi è cristallino, nella sua inqualificabile potenza e aggressività. La masterizzazione dell'album è opera di sua onnipotenza Dan Swanö, il quale ha plasmato la musica quasi come se l'avesse suonata lui. I pezzi scorrono come acque impetuose, ma capaci di svelarne il fondo. "Deathevokation" è un corollario di riff realizzati guardando al passato e alla tradizione scandinava, per buona parte. Proprio i riff si rivelano immediati, semplici e adeguatamente sottolineati dalla batteria di Nuba, uno che svolge il compito in maniera precisa, essenziale e senza funambolismi di sorta. "Wings of Death", Iron Coffin",  "Shadowbreeder", "Slavish Obedience" (magnifica con le sue polifonie) sono alcuni momenti efficaci suonati dai Revel In Flesh, ma nell'insieme l'album ha un livello qualitativo standard; anche l'identità dei pezzi è standard e nella sostanza hanno tra loro una sottile somiglianza. Questo è l'unico vero appunto che viene da muovere all'opera prima dei finlandesi. "Back Paled Elegy" e "Crowned in the Darkness" sono pezzi che smentiscono in parte questa affermazione, in quanto hanno una portata melodica superiore. Ai Revel In Flesh si riconosce l'aver suonato bene i pezzi, di aver avuto ottime mani al mixer, di essere comunque una band testimone di un sound riproposto con limpidezza e carica nervosa. Un sound altrui e che conta, da qualche tempo, di troppi (pur bravi) estimatori che inflazionano la scena. Loro hanno fatto un buon lavoro, ma non superiore alla media dell'esercito di devoti all'old style.

Voto: 6,5/10

Alberto Vitale