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giovedì 29 marzo 2012

OVERKILL - The Electric Age

Nuclear Blast Records

Il disco che ti aspetti. Il disco che devi aspettarti da un gruppo di stazza come gli Overkill, band che tra molti alti e pochi bassi, ha sempre dato un segno tangibile di coerenza, sfornando costantemente dischi di notevole valore tecnico e spessore artistico. The Electric Age, edito per la teutonica Nuclear Blast, è la loro ultima fatica discografica e giunge a distanza di due anni dal precedente e discreto Ironbound. La band di New York è ormai sulle scene da ben trentadue anni e questo, per la cronaca, è il loro sedicesimo lavoro in studio. The Electric Age nel complesso, conferma i fasti ormai antichi di quei capolavori intitolati Horrorscope ed  I Hear Black, ma se all'epoca gli Overkill avevano la freschezza di una band che si stava affermando, con questo nuovo lavoro la band americana mette in mostra la maturità di un gruppo ormai ben consapevole della propria forza e della propria dimensione attuale, rimarcando ulteriormente tutti queli elementi che hanno reso questo gruppo uno dei nomi di maggiore spessore delle scena metal mondiale. Lo stile degli Overkill è il solito, quasi inconfondibile. Il loro è un thrash metal massiccio, potente e possente, pesante ed aggressivo, ruvido e robusto, incisivo e granitico, tecnico ed inossidabile. C'è una netta differenza rispetto a quello della Bay Area, quello di Megadeth, Metallica, Testament ed Exodus, tanto per citare i nomi più celebri ed è forse anche questo uno degli aspetti che rende Bobby "Blitz" Ellsworth e compagni unici nel proprio genere. Non esageriamo quindi se riteniamo The Electric Age come uno dei migliori album targati Overkill di sempre. Già con l'opener Come And Get It si ha ampia idea di quello che è lo spessore dell'album, grazie ad un brano diretto ed immediato nell'impatto, Electric Rattlesnake è invece più versatile e dinamico, differentemente Wish You Were Dead vede D.D. Verni (basso) e Ron Lipnicki (batteria) calcare molto sulla sezione ritmica. Con Black Daze si compie un netto balzo nel passato, essendo un pezzo impostato su ritmi più moderati ispirati ad un stile tipico della fine degli anni ottanta, ma basta un attimo per sterzare verso sonorità più rapide e veloci con Save Yourself, forse il componimento che più di tutti ha le potenzialità per diventare un classico degli Overkill. Da un punto di vista tecnico The Electric Age ci mostra una band in gran forma, anche grazie alla buona sintonia tra le chitarre di Dave Linsk e Derek ''The Skull'' Tailer, mentre per quanto riguarda la qualità compositiva, gli Overkill puntano su compimenti non complessi, ma maturi da un punto di vista d'intensità. La produzione è molto buona ed ha un ruolo fondamentale per la buona riuscita di un disco assolutamente consigliato a tutti gli amanti del settore.

Voto: 8,5/10

Maurizio Mazzarella