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giovedì 1 marzo 2012

OPERA IX - Strix-Maledictae in Aeternum

Agonia Records

Diciamo che sentivamo davvero la mancanza degli Opera IX, un gruppo storico e seminale per quanto riguarda la scena del metallo estremo nostrano. Mancavano da tanto tempo sul mercato discografico in fatto di album prodotti in studio e come per incanto, ecco giungere grazie al supporto della label polacca Agonia Records questo eccellente Strix-Maledictae in Aeternum, un disco che conferma la grandezza e l'immensità di questa grande band piemontese, proveniente per la precisione dalla città di Biella. Attivi per esattezza dal 1988, Strix-Maledictae in Aeternum rappresenta per gli Opera IX il proprio sesto lavoro in studio, che giunge a distanza di ben otto anni dal precedente Anphisbena. In questo periodo però, la band piemontese non ci ha certo lasciati a bocca asciutta, viste le uscite della raccolta The Early Chapters e del sommo DVD intitolato Mythology XX Years of Witchcraft. Andando dritti al sodo, possiamo dire che con Strix-Maledictae in Aeternum gli Opera IX si son davvero superato. Il disco è davver molto buono, anche perché ci mostra un gruppo notevolmente consapevole dei proppri mezzi e capaci di mostrare una personalità davvero molto forte, perseguendo un'identità nel complesso ben definita. Lo stile si assesta in un black metal particolarmente oscuro, mai eccessivamente crudo e violento, ma ancorato su momenti certamente aggressivi e crudeli, con un occhio di riguardo verso la melodia e momenti estremamente gotici che rendono il loro sound particolarmente originale. Un ruolo fondamentale in Strix-Maledictae in Aeternum, lo giocano certamente le tastiere di Alexandros, modulate in modo perfetto, ma l'assoluto protagonista degli Opera IX, è senza alcuna ombra di dubbio il leader Ossian, che con la sua chitarra si dimostra potente, energico ed estremamente tecnico, non a caso resta l'anima assoluta della band. Da rimarcare la buona prova del cantante M., come anche della sezione ritmica composta da Vlad al basso e Dalamar alla batteria, sempre puntuali e precisi. Tutto è curato nel dettaglio, i cori e le atmosfere funeree e barocche, sono pelle d'oca e fanno scorrere i brividi lungo la schiena, un esempio palpabile è Vox In Rama (part I e part II), un brano di ottima fattura, tra i più crepuscolari del disco, In 1313 invece, esce fuori tutto il talento compositivo e lo spessore artistico della band, fattore comunque palpabile per tutto il disco. Ottimi gli arrangiamenti, ottimo l'impatto, certo la presa non è immedita, ma questo singnori, è uno dei migliori dischi degli Opera IX di sempre, quindi va assaporato nel tempo e certamente vi piacerà tantissimo a prescindere dai vostri gusti musicali. Bentonati Opera IX, ci mancavate davvero tanto!!!

Voto: 9/10

Maurizio Mazzarella