Mazzarella Press Office

EMP 1

Nuclear Blast 1

Nuclear Blast 4

Athlantis

martedì 13 marzo 2012

METAL SCENT - Homemade

Autoprodotto

La band israeliana Metal Scent è al terzo album, rimanendo incollati alle sonorità heavy di moltissimi anni fa. "Homemade" è un lavoro modesto, nel senso che non offre evoluzioni particolari e lascia cantare Rami Salmon a livelli interessanti e impostare un riffing cangiante a Yakar e Aboudy. Cangianti, le chitarre, perché nella sostanza hanno un dinamismo che li porta tra l'heavy metal, appunto, e plettrate sull'hard rock ("Men of War"). Quel tono in surplace nel sound, quel voler fiaccare il proprio lato metal e retrocederlo a forme più tenui, in alcuni frangenti li manda alla deriva verso il rock e l'AOR (un esempio è qualche passaggio in “Silks of White” o l'intera "Desires"). Tuttavia "Homemade" non è un lavoro avaro, infatti la sua durata è di un'ora e le canzoni sono ben 15. Quello che forse disorienta l'ascoltatore è la scelta di inserire alcuni pezzi acustici o semi-acustici. Perché questa soluzione? Il mood, carattere, orientamento, lo si chiami come si vuole, è decisamente diverso con questi pezzi. Si passa a scenari più radiofonici a soluzioni più semplici e cathcy e le chitarre e gli altri strumenti recidono ogni contatto con l'attitudine più heavy. Addirittura "Time Has Come", introdotta da "Give Peace a Chance" di John Lennon, è un vero inno che ricorda coretti alla Mr.Big. Pezzi fruibili e di buona presa ci sono, "No Other Way", "Everybody’s Gone" e alcune tra quelle già nominate, ma i pezzi che possano iscrivere nel firmamento della considerazione delle platee la band israeliana sono pochi o comunque di fattura modesta. I Metal Scent hanno fatto un album leggero, semplice, un compitino redatto con precisione, ma che alla fine non ruggisce per davvero. Che sia rock o heavy metal o piantato tra i due, un album deve ruggire!

Voto: 6/10

Alberto Vitale