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mercoledì 28 marzo 2012

MESHUGGAH - Koloss

Nuclear Blast Records

Altro gran bel colpo messo a segno da parte degli svedesi Meshuggah, attivi ormai da circa venticinque anni, che con questo pregevole Koloss, edito per la label teutonica Nuclear Blast, giungono alla pubblicazione del proprio settimo lavoro in studio, facendo ritorno sul mercato discografico a ben quattro anni di distanza dal precedente ObZen, intervallato dall’ottimo dal vivo DVD “Alive”. Il combo scandinavo, si è sempre messo in evidenza per essere una band particolarmente innovativa ed originale. Nel complesso, anche Koloss non viene meno a questo concetto, anche se possiamo dire che non viene introdotto nessun elemento ulteriore rispetto a quello che è l’ormai classico sound dei Meshuggah, che restano sulla scia sia di ObZen che di Catch Thirtythree e Nothing. Diciamo che il loro stile è quindi rimasto immutato, ovvero saldamente ancorato ad un thecnical-post tharsh metal, improntato come sempre su sonorità molto moderne e sintetiche, ma anche ruvide e robuste allo stesso tempo. I ritmi sembrano leggermente più lenti, ma i toni sono nettamente più pesanti ed esprimono una sorta di cattiveria da tutti i pori. E’ violento, ma non aggressivo. E’ più lento, ma più meditato e pensato. Questo fa perdere a Koloss di intensità, per consentire la possibilità ai Meshuggah di soffermarsi con maggiore intelletto verso l’aspetto tecnico. Non è un caso infatti che si noti nel disco una maggiore sintonia tra le varie linee di chitarra e di tastiera, con una sezione ritmica certamente martellante e possente, ma anche dura e potente. Viene poi fuori anche l’aspetto più ispirato del gruppo dei Meshuggah nella pregevole Behind The Sun, un brano molto profondo, dai toni impenetrabili ed incisivi, dove i ritmi diventano sempre più lenti, con un stile che ricorda in modo palpabile i Nevermore dei primi lavori in studio, anche se sono le linee vocali a fare la differenza. Koloss è quindi un disco d’impatto, nel quale già con il brano d’apertura I Am Colossus si ha un'ampia idea di quelli che sono i contenuti del disco, che si sviluppa in modo esponenziale aumentando di livello con The Demon’s Name Is Surveillance e Do Not Look Down. Da un punto di vista tecnico Kolossos di fa apprezzare per i propri arrangiamenti complessi e curati in modo minuzioso, con canzoni ben strutturate ed egregiamente articolate. I brani sono compatti, hanno un impatto davvero molto forte, ma la presa non è immediata propria per la propria intelaiatura non del tutto fluida e scorrevole. C’è però alle spalle un ottimo lavoro in fase di produzione, determinante per la buona riuscita di un disco, che pur non presentando nulla di nuovo rispetto a quanto fatto in precedenza dai Meshuggah, ne conferma comunque la propria qualità ed il considerevole spessore artistico.

Voto: 8/10

Maurizio Mazzarella