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martedì 6 marzo 2012

THE KORDZ - The Beauty & The East

SAOL/Cmm

E’ davvero interessante questo movimento silenzioso, ma in costante crescita, di bands provenienti dall’ala Medio-Orientale e dal Nord Africa. Forse una scossa, un nuovo stimolo per una scena che, come ormai si sente dire ovunque, sta segnando una pericolosa stagnazione… I libanesi The Kordz ne sono l’esempio emblematico!!! Una volta la musica occidentale era completamente bandita in quelle fasce geografiche ma l’evolversi della situazione socio-politica ne sta favorendo la diffusione, in particolare del rock in tutte le sue sfaccettature, compreso il metal, generando una reazione artistica del tutto particolare che vede la fusione di sonorità ed armonizzazioni orientali, percepibili nelle percussioni, nelle scale e nell’ariosità delle aperture, con strutture a cui le nostre orecchie sono ben abituate. Si tenga conto che alcuni membri della band hanno frequentato l’Università Americana a Beirut ed uno dei chitarristi risiede da un po’ di tempo in Canada, quindi i nostri conoscono molto bene il nostro pop, il nostro rock, il nostro metal e allora The Beauty & The East è un album basato su un melting pot la cui unica pecca è quella di generare un po’ di confusione nell’ascoltatore. La scelta di un produttore come Ulrich Wild che ha lavorato con band come Deftones, Static X, White Zombie, Breaking Benjamin cozza con le esperienze di touring band dei Deep Purple e quindi abbiamo una band che divide la propria anima sbilanciandosi tra una prima parte tutta metal a base di contaminazioni indigene ed una seconda parte sfacciatamente pop… Per dirvela in breve, se il lavoro fosse stato più omogeneo, il sette poteva diventare nove…. Se al prossimo appuntamento i The Kords decideranno che se vogliono il metal lo sanno suonare bene e avranno più fiducia nelle loro doti strumentali, capiranno che da queste parti non abbiamo bisogno di new sensation commerciali ma di bands con le palle, ne vedremo delle belle. Nel frattempo è già un segnale positivo che le case discografiche stiano guardando oltre i loro confini abituali.

Voto: 7/10

Salvatore Mazzarella