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venerdì 23 marzo 2012

FOLKSTONE - Il Confine

FolkStone Records

I FolkStone sono una piacevole realtà per quello che riguarda la musica italiana a tutto tondo e non solo per quanto riguarda il settore del metal in generale. Il gruppo, proveniente per la precisione dalla città di Bergamo, è attivo dai primi anni del nuovo millennio e con questo nuovissimo “Il Confine”, edito dalla loro label personale FolkStone Records, giunge alla pubblicazione del proprio quarto lavoro in studio, facendo ritorno sul mercato discografico a distanza di un solo anno dal precedente Sgangogatt. Da un punto di vista strettamente musicale, il combo bergamasco suona una sorta di folk metal, unendo come facilmente intuibile elementi tipici della tradizione folk a sonorità metal e rock, corredando il tutto in un ambiente medioevale. Da un certo punto di vista si ispirano ad una serie di band scandinave che attualmente vanno per la maggiore, parliamo ad esempio di Turisas, Fintroll e Korpiklaani, tanto per fare qualche esempio celebre, ma nel complesso quello che piace sin dal primo momento dei FolkStone e de “Il Confine” nello specifico, è proprio la fortissima personalità di questa band, che persegue con notevole intelligenza un’identità molto precisa. Per quanto riguarda le tematiche affrontare nei loro testi, il gruppo lombardo punta tutto su esperienze personali e argomentazioni attuali, il che rende la loro musica molto più intensa ed ispirata. La scelta di puntare sulla lingua italiana per le liriche, è senza dubbio azzeccata per quello che può essere il mercato italiano, ma forse l’adottare l’inglese, avrebbe giovato maggiormente per il mercato estero. Andando nello specifico, I FolkStone sono composti da ben nove musicisti, che si suddividono i classici strumenti come chitarra elettrica ed acustica, batteria e basso, ma a tutto questo aggiungono arpe celtiche, cornamuse, flauti, tamburelli, percussioni e qualsiasi cosa possa far parte della musica folk. Per essere chiari, “Il Confine” è un disco assolutamente egregio, capace di mostrarci una band molto matura, che conosce bene quale sia il proprio obiettivo ed è altrettanto ben conscia di come raggiungerlo. “Il Confine” scorre in modo fluido e dinamico e si fa apprezzare dalla prima all’ultima nota, grazie a brani incisivi, determinati ed estremamente melodici. C’è anche una sonora stoccata al mondo politico in “Non sarò mai”, ma c’è spazio anche per i sentimenti nell’elegante “Luna”, nella poetica “Storia Qualunque”, nell’oscura “Ombre di silenzio” e nella conclusiva “Grige maree”, anche se è nella title-track che i FolkStone mostrano tutto il meglio di se, tra sprazi di tecnica straordinaria e armonie possenti. La produzione ottima, il suono si dimostra particolarmente adatto al disco, i brani sono compatti e versatili, hanno un impatto molto forte e la presa è anche immediata nonostante siano assestati su arrangiamenti molto complessi, nonché strutturati ed articolati in modo certosino. Per concludere, la grande musica non ha etichette ed i Folkstone lo dimostrano ampiamente, questa band merita successo, perché ha talento, classe e qualità da vendere. Fate vostro questo disco, Giornale Metal ve lo consiglia!!!

Voto: 8,5/10

Maurizio Mazzarella