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giovedì 22 marzo 2012

FISTHAMMER - Devour All You See

Horror Pain Gore Death Productions

Gli americani Fisthammer (sono di Philadelphia) sono al primo album (in precedenza un EP, nel 2009) e si può affermare che ci sono arrivati con buona convinzione e preparazione. "Devour All You See" rivela un quartetto dalla tecnica eccellente che espone un death metal tecnicamente prezioso e in balia anche di spunti melodic-progressive, oltre ad atti di robusta violenza. I Fisthammer riprendono soluzioni che li avvicinano agli Amon Amarth ("Doom of the Goods), ai Lamb of God, e poi ai Behemoth e Deicide ("Razorwaves", "Harvest") e ai Dark Tranquillity (Doom of the Gods). Sono queste alcune delle situazioni di riferimento e, da come si può notare, abbastanza diverse nella loro sostanza. Dunque un death metal vivace, pieno di scenari, di cambi di tempo e ricolmo di riff. "Devour All You See" è il tipico album che ha tanto da dire e che impegna l'ascoltatore chiedendogli anche una certa attenzione, senza però esagerare in virtuosismi sterili. Ma è anche un album che sintetizza dentro di se alcune delle correnti stilistiche più importanti degli ultimi anni (almeno del metal estremo). Questo non impedisce ai Fisthammer di mettere insieme un lavoro godibile e suonato con magistrale efficacia e qualità. Un esempio di questa tecnica, e in particolare delle chitarre, la sia ha in "Zombocalypse" dove le sei corde vibrano all'unisono in trame serrate e sfoderano poi un assolo magnifico. C'è anche "Aten: Fear the Obliteration of Earth", ovvero una canzone dove i ritmi serrati che marcano il riffing impongono uno dei momenti più duri ed esaltanti del full length. Sincerità vuole (ma è già stato ampiamente descritto) che i Fisthammer abbiano una buona dose di debiti stilistici nel proprio album d'esordio, eppure la magnificenza del sound, la tecnica disinvolta, la rabbiosa forza di come suonano e il growling Greg Hasselton alla fine portano a fregarsene di tutto questo e non si fa altro che ascoltare con trasporto e soddisfazione questo rabbioso death metal.

Voto: 7,5/10

Alberto Vitale