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lunedì 12 marzo 2012

EVENOIRE - Intervista alla Band

Evenoire (Scarlet Records)

Intervista ai nostrani Evenoire in occasione della pubblicazione del loro primo lavoro in studio "Vitriol". Ci risponde la cantante della band Elisa "Lisy" Stefanoni:

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori? 

-“Vitriol” è il nostro debut album: è stato registrato, mixato e masterizzato tra marzo e ottobre 2011 a Monaco di Baviera ai Dreamsound Studios con Mario Lochert (Emergency Gate, Graveworm, Visions of Atlantis, Evergrey, Kamelot) e Jan Vacik (tastierista della progressive metal band tedesca Dreamscape). In Germania abbiamo trovato un ambiente molto professionale che ha saputo valorizzare a pieno il nostro sound. Vitriol è un acronimo utilizzato in letteratura alchemica e si riferisce ad un profondo viaggio interiore di rinascita dove l’elemento cardine è l’acqua, elemento attorno al quale ruotano gran parte dei testi delle nostro canzoni. Musicalmente è un insieme di svariate influenze che vanno dal Gothic al Symphonic, con melodie medieval folk ed inserti prog: un album ricco d’atmosfera e di melodia. Uscirà il 26 marzo in Europa e il 10 Aprile negli Stati Uniti per Scarlet Records.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

-La band nasce nel lontano settembre 2006, più o meno già ci conoscevano tutti, anche perché l’ambiente musicale cremonese è abbastanza ristretto. Siamo partiti senza un’idea ben definita, con l’intento di suonare cover ma già dai primi mesi abbiamo scoperto quanto ci piacesse comporre insieme e pian piano ci siamo musicalmente conosciuti e abbiamo trovato quell’armonia che ci ha permesso di sviluppare un nostro stile compositivo e un nostro sound. E’ stato un percorso lungo, ma ora possiamo dire di aver trovato la nostra dimensione. In questi anni ci siamo fatti conoscere in giro con parecchi concerti e nel 2008 abbiamo autoprodotto il primo EP “I will stay”, che ha  avuto un riscontro molto positivo.

Come è nato invece il nome della band?

-Guarda ti dico la verità, stavamo giocando a creare parole composte ed è saltato fuori Evenoire, suonava molto bene e l’abbiamo scelto! Poi è comunque un composto tra Even, sera in inglese arcaico, e Noire, quindi esprime bene certe componenti della nostra musica. In realtà sarebbe meglio considerare la traduzione “anche nera”, nel senso che la nostra musica è tutto l’opposto di certi sound improntati unicamente su sonorità oscure e decadenti: sì, ha alcuni lati oscuri ma è anche piena di luce e colori.

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

-I testi sono fondamentali e completano il senso delle nostre canzoni: niente basato sulla quotidianità, ma tutto orientato verso leggende, episodi storici, personaggi mitici. Solitamente quando faccio un viaggio o visito una città, un luogo, mi informo sempre sulla storia, sui personaggi e sulle leggende caratteristiche: tutto ciò costituisce la base dei testi che scrivo per gli Evenoire, insieme a episodi letterari e storici che mi colpiscono particolarmente. Ti faccio qualche esempio: il testo di “Minstrel of Dolomites”  è nato dopo un’escursione sulle Dolomiti e riguarda la nascita di un lago a 2500 metri, “Girl by the lake” è basata su una leggenda del Lago d’Iseo, e “Days of the Blackbird” si riferisci al folklore padano dei 3 giorni della merla. Mentre “Wise King” riguarda biblico l’incontro biblico tra la regina di Saba e il re Salomone e “Misleading Paradise” è basata su un episodio della Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

-La cosa secondo me più interessante è il fatto che nella nostra musica fluiscono molteplici influenze, mi spiego: in fase di composizione non ci siamo imposti di suonare questo o quel filone metal ma abbiamo lasciato che le influenze individuali fluissero spontaneamente, per questo puoi trovare passaggi prog, inserti medieval/folk, melodie orientaleggianti e tastiere sinfoniche. Si tratta quindi di un sound ricco, impreziosito da passaggi di flauto e da una vocalità molto eclettica.

Come nasce un vostro pezzo? 

-Marco Binotto (basso) compone la parte musicale, successivamente io stendo la melodia vocale e insieme a tutta la band in sala prove arrangiamo il tutto. Il testo è l’ultima cosa: a seconda di ciò che la musica mi ispira associo una leggenda che mi ha particolarmente colpito di un luogo che ho visitato oppure un episodio o un personaggio preso dal folklore, dalla storia, da particolari lavori letterari, tutto a seconda di ciò che il sound del pezzo mi evoca.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-Sicuramente “Misleading paradise”, il brano in cui ha duettato con me la soprano tedesca Gaby Koss, ex cantante degli Haggard. Si tratta di una canzone che descrive a pieno il sound Evenoire, mettendo insieme tutte le componenti che ci caratterizzano: intro di flauto in stile folk, melodie orientaleggianti, passaggi prog, inserti molto atmosferici. E’ un pezzo pieno di dinamica che adoriamo tutti e nel quale ci riconosciamo a pieno!

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

-Le influenze sono molteplici, si va da band anni 70 come i Gentle Giant e i Pentangle, a gruppi della scena attuale come Therion, Opeth, Porcupine Tree, Within Temptation, The Gathering, Ayreon; difficile comunque fare una sintesi, credo che ogni singola canzone o band che ascoltiamo ci influenzi in qualche modo. Vocalmente alcune delle mie più grandi fonti d’ispirazione sono sicuramente Floor Jansen, Anneke van Giersbergen e Sharon den Adel.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live? 

-Da aprile in poi abbiamo qualche data promozionale, delle quali ti anticipo le 2 date ufficiali di presentazione dell’album: saranno il 24 aprile al Midian di Cremona e il 30 aprile al Keller di Bergamo. Un tour promozionale vero e proprio sarà comunque organizzato a partire da settembre e toccherà sicuramente molte città italiane; per il resto è ancora tutto in costruzione, vedremo come si evolveranno le cose una volta uscito il disco. Nel frattempo stiamo già scrivendo nuovo materiale, non vogliamo che passi troppo tempo per il secondo album.

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD? 

-Per ora niente in programma in questo senso, siamo solo al debut album quindi mi sembra ancora un po’ presto. 

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

-La scena musicale italiana è ricca di band valide e di alto livello, purtroppo però come tutti sappiamo l’ambiente non è dei migliori: mancano contesti adeguati dove suonare, i locali privilegiano cover e tributi e i canali musicali ufficiali escludono completamente la scena uderground e generi che si discostano dal mainstream. 

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

-A fronte dell’impossibilità di comparire nei canali ufficiali per chi suona un genere come il nostro, internet rappresenta forse l’unico strumento di promozione e diffusione: sicuramente è utile e fondamentale e permette di raggiungere un pubblico internazionale.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

-Premettendo che non siamo amanti dei tecnicismi fini a se stessi, credo che la musica che componiamo e suoniamo, frutto di tutte le influenze personali, ci valorizzi a pieno proprio perché ci rappresenta, non è qualcosa di forzato. Mettiamo tutta la nostra personalità in ciò che scriviamo, ed è proprio questo credo che rende la musica di una band unica e capace di esprimere ed emozionare.

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

-Ce ne sono parecchi, sicuramente sarebbe grandioso poter collaborare con Steven Wilson, musicalmente un genio indiscusso della nostra epoca, dall’immenso talento compositivo. Eccezionale anche Arjen Lucassen, i suoi lavori sono grandiosi, soprattutto per quanto riguarda gli arrangiamenti!

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-Ringraziamo Giornale Metal per lo spazio che ci ha riservato e invitiamo i lettori a dare un asccolto al primo singolo estratto dal nostro album, “Days of the blackbird”, disponibile al seguente link: 


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Maurizio Mazzarella