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giovedì 23 febbraio 2012

STIGMHATE - Intervista alla Band

Stigmhate (Bakterteam Records)

Intervista ai nostrani Stigmhate in occasione della pubblicazione del loro ultimo lavoro in studio The Sun Collapse edito dagli amici dell Bakerteam Records. Ci rispodente il chitarrista della band Mike:

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

-Il nuovo disco "The sun collapse" uscirà il 26 marzo su Bakerteam records, si tratta di 9 canzoni dove abbiamo inserito tutta la nostra negatività che circonda noi stessi in ambito quotidiano. Abbiamo cercato di incanalare tutte queste sensazioni, in questo nuovo album, attraverso ogni singola nota di ogni canzone. Più semplicemente lo posso descrivere come un devastante viaggio attraverso la decadenza umana e come conseguenza l’estinzione stessa. A livello invece più tecnico abbiamo cercato di dare al disco un suono fresco, diverso rispetto hai nostri dischi precedenti, optando per una produzione potente ma allo stesso tempo cristallina dove tutte le parti strumentali potessero essere sentite in maniera adeguata dando un valore aggiunto al disco.  

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

-La band è nata nel 97 / 98 dopo lo split della mia precedente band Sulphureous Church. A quel tempo volevo sviluppare il sound in una direzione diversa di come gli altri ex membri avevano scelto di fare, togliendo definitivamente le tastiere e cercando di dare alle canzoni un minutaggio molto più ristretto, rispetto ai 6 minuti di ogni canzone targata Sulphureous Church, allora decisi di intraprendere un'altra strada da solo. Avevo la necessità di comporre un qualcosa di diverso dai soliti canoni del symphonic black metal, un qualcosa di diretto senza fronzoli e troppe divagazioni, insomma che potesse essere brutale e oscuro.

Come è nato invece il nome della band?

-Guarda il monicker che ho scelto riflette appunto un concept che tutt ‘ora mi influenza anche nella stesura dei brani, cioè le contrapposizioni , ci sono molte contrapposizioni al giorno d’oggi, nella vita quotidiana ecc., infatti ho ripreso il nome “ Stigmate “ termine in ambito religioso cristiano e “ Hate “ dall‘inglese. Appunto per come spiegavo prima la contrapposizione tra un qualcosa di religioso che supporta il bene e che professa il bene con la parola contraria l’odio. E da qui il Monicker.

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

-Come ho detto prima, noi ci ispiriamo alla vita quotidiana, alle cose che ci circondano ed a quello che possiamo vedere o sentire in prima persona. Tutte queste cose negative le facciamo nostre, riflettiamo su di esse e poi le elaboriamo dando una nostra visione di queste cose, questa è la nostra base di partenza per arrivare poi alla stesura dei nostri testi. I testi del nostro disco comunque sono stati scritti tutti da Claudio con il mio supporto, cosa che lui poi ha elaborato anche con le sue visioni per  arrivare all’ ottimo risultato delle liriche scritte per “The sun Collapse”. I nostri testi sono la parte oscura e negativà che noi vediamo nella società, nei rapporti umani, ci siamo soffermati ad esplorare la natura umana vista da questa angolatura. E tengo a precisare che noi non siamo una band che scrive testi su satanismo o antireligiosi, quindi il concetto black metal uguale testi satanici non esiste, vogliamo far parlare la musica di queste esperienze che viviamo. Ma allo stesso tempo non siamo un gruppo di propaganda sociale o di denuncia, non ci interessa vogliamo solo dare in maniera umile soltanto la nostra visione.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

-Bella domanda….. avendo scritto io tutte le musiche, direi che forse la prima cosa che un ascoltatore può essere incuriosito e il mix che ho voluto dare ai pezzi, mi spiego ho cercato di bilanciare la violenza del black metal con parti melodiche, penso che la melodia sia la base per comporre un buon pezzo. Ho cercato di miscelare questi elementi per avere un sound pieno, corposo. Penso quindi che un ascoltatore possa essere incuriosito dalla violenza della proposta ma anche dalle sensazioni date dalle melodie. Poi anche a livello di produzione ho voluto dare un taglio diverso rispetto ai dischi black metal concentrandomi su una produzione che potesse avvicinarsi a quelle più death metal, è questa penso che sia una qualità del disco. Volevo distaccarmi per quanto riuscivo dai canoni  trovando un qualcosa che si avvicinasse a quello che avevo in testa come sound finale. 

Come nasce un vostro pezzo?

-Molto semplicemente io scrivo la struttura della canzone a livello ritmico, poi io e Claudio (batterista) lavoriamo insieme sull’arrangiamento di batteria e quindi facendo anche modifiche alla struttura già esistente. Su questa base poi lavoro alle armonizzazioni di chitarra e alle linee di basso e voce. Penso sia un metodo molto veloce ma allo stesso tempo hai la possibilità di lavorare al 100% su ogni singola canzone, la fase successiva, dopo avere registrato un pre demo, è limare ancora qualcosa e arrivare alla canzone definitiva. È un lavoro lungo ma che paga i sacrifici.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-Penso che non ci siano dei pezzi che mi piacciono di più o di meno, avendo dato il massimo su tutti i brani mi sento legato ad ogni uno di loro, ed è anche un piacere suonarli dal vivo. 

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

-Ci sono molte band che mi hanno influenzato durante questi anni, parlando anche degli altri ragazzi loro anno un bagaglio di influenze molto eterogeneo quindi ogni uno porta un qualcosa all‘interno della band. Per quanto mi riguarda ti posso citare Slayer con Reign in blood, e tutto il death metal della bay area degli anni 90’ per passare ai gruppi black metal dei primi anni novanta. Questi erano i miei ascolti in età adolescenziale che mi hanno dato molti input a livello musicale. Ci sono tanti nomi da dire ma sarebbero troppi e diventerebbe noioso fare una lista dettagliata.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?  

-Adesso siamo concentrati sulla promozione del disco insieme alla nostra label, stiamo cercando di dare massima visibilità alla band prima dell’uscita del disco. Poi sicuramente ci concentreremo sui live e stiamo valutando molte offerte, qualcosa verrà fuori, abbiamo già degli impegni per primavera ma è solo l‘inizio, vorremmo promuovere il nostro disco fino alla fine dell’ anno suonando il più possibile.

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

-Per un album dal vivo direi che questa cosa ancora non è nei nostri piani, per quanto riguarda invece un dvd, ti posso anticipare che stiamo raccogliendo del materiale video da poter utilizzare per una futura release in Dvd per i 15 anni della band, ma ancora siamo in una fase embrionale, una volta che visioneremo il materiale raccolto allora decideremo il da farsi.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

-L’Italia è piena di band che ammirò e devo dire che il livello tecnico tutt’oggi si è elevato molto possiamo tranquillamente competere con band provenienti da altre nazioni. Purtroppo ancora non abbiamo in Italia una struttura tale da poter far conoscere il potenziale “ Italia “ all’estero escludendo quelle band che con caparbietà ci sono riuscite. Riscontro che ancora ci sono molte problematiche che una band deve riuscire a risolvere per avere un adeguata visibilità, ad iniziare dai concerti, da strutture che danno la possibilità di far conoscere all’ estero il nostro potenziale in maniera seria e professionale. Insomma dare in maniera oggettiva il merito della proposta musicale. Vedo che la meritocrazia non paga penso che questo sia frustrante e non riesco a capire perché nessuno non si accorga di questa necessità.

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

-Il mondo di internet devo dire che da un lato ci ha aiutato in quanto ci permette di arrivare in ogni dove del mondo attraverso i vari siti internet e social network, quindi non posso che essere felice, allo stesso tempo però siamo schiavi di internet e questo toglie quella parte di contatto sociale genuino come negli anni 90’ adesso tutti possono sentire musica su internet scoprire nuove band e scegliere se andare ad un concerto ascoltando la band su internet. Una volta se volevi conoscere nuove band andavi ai concerti e ti compravi il cd se eri rimasto colpito. Adesso invece fai una scelta a priori prima di poter magari apprezzare la band live. Un altro discorso è quello del download degli mp3, questo danneggia le band e le label, in quanto ci sono dei costi per pubblicare dei dischi, ma se questi non si vendono diventa un problema serio, inoltre esiste il problema del costo dei cd  troppo elevato oggigiorno, il disco o la musica non deve essere un bene di lusso ma un intrattenimento una passione un arte, e deve essere vista come tale quindi la tassazione su questo bene è troppo elevata. E qui mi fermo in quanto non voglio fare un comizio politico. Cosa che è distante dalla mia persona.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

-Direi che il talento e le tecnica sono i modi per mettere ciò che hai in testa e trasformare il tutto in canzone. Ma al contrario si può essere talentuosi e dei mostri a suonare ma se non si hanno idee rimane solo il virtuosismo. Alla base c’è sempre l’idea di cosa vuoi produrre, scrivere, riconoscere il proprio stile come musicista, poi il talento, la tecnica e le influenze sono degli strumenti per avvicinarti quanto più puoi alla tua idea. Negli Stigmhate stiamo procedendo in questa direzione e abbiamo molta strada da fare. 

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

-Si molti.... personalmente io adoro il gusto e il modo di comporre di Peter Tägtgren.

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-Intanto ringrazio per lo spazio dedicatoci, un saluto a tutti e  ascoltate il nostro cd in uscita a breve. Per qualsiasi informazione potete trovarci su www.reverbnation.com/stigmhate .. a presto, Mike.

Maurizio Mazzarella