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lunedì 20 febbraio 2012

GOD SAVE THE HELL - Between the Hands of Death

Music Art Studios

La band italiana God Save The Hell è giunta all'album d'esordio, sotto l'attenta supervisione di Pier Gonnella (Mastercastle/Necrodeath), esibendosi in un death metal dai lineamenti non del tutto distinti, visto che alcuni riff si rivolgono al thrash metal, mentre in rari frangenti suonano con un blando black metal. I God Save The Hell sono una formazione di ben sei musicisti, tra i quali spicca un tastierista che poggia delicatamente il suo strumento sulle chitarre assassine, offrendo un aiuto alle chitarre nel rendere il sound ancor più variegato. Le atmosfere sono oscure e la batteria di Fedaz marca stretta ogni singola variazione nel riffing e il cantato di Raizor è un growling gutturale e torvo. Dopo i primi due pezzi i GSTH si producono in diversi cambi di stile, i quali articolano le canzoni. Questo significa anche una metabolizzazione più lenta delle stesse, ma è anche un invito ad approfondire le sfumature. "Mr Pogo" ha una partenza smaccatamente slayeriana, "Throw in the Fire" respira attraverso tastiere che creano tappeti trionfali (e si segnala anche un discreto assolo di chitarra), e "Cryptical Illusion" propone del sano blast-beat in questo scorcio di Florida death sound. La seguente "Killer Impulse" si rende protagonista di pregevoli rasoiate del guitarworking e a chiudere "Between the Hands of Death" si ritrova la cadente andatura della titletrack. Nell'insieme l'album lascia intravedere quel tocco underground che ne imbratta il sound fino al mdollo; questa non è dunque una release patinata (ma attenzione, la produzione è comunque nitida) e rivolta ad illustrare un sound confezionata ad arte. I God Save The Hell sono spontanei nel loro songwriting, esibendo dei riff possenti e avviluppati da un clima malsano, marcio e pervaso da un senso di morte. "Between the Hands of Death" porterà una ragguardevole esperienza ai God Save The Hell e dunque li aspettiamo ancora in futuro per verificare fin dove riusciranno a spingersi.

Voto: 6,5/10

Alberto Vitale