ANSA

Mazzarella Press Office

Cerca nel blog

EMP 1

venerdì 24 febbraio 2012

CHRISTIAN MISTRESS - Possession

Relapse Records

Olympia è la capitale dello stato di Washington e molti anni fa era citata spesso perché fu crocevia di alcune riot grrrl. L7 e Bikini Kill e forse anche di altre e di qualche musicista maschile di rilievo, ma questo non ci interessa ora, in quanto i Christian Mistress sono dei perfetti metallari di questa città, i quali amano suonare dell'heavy metal puro, quello dei primordi, insomma cose in stile NWOBHM. Lo fanno anche bene e "Possession" scorre come un fiume di energia selvaggia. Alla voce c'è Christine Davis la quale oltre ad essere carina (beh, fa curriculum!) possiede una buona voce, abbastanza spessa ma melodica. In alcuni frangenti ricorda il cantato di Grace Slick nei suoi lavori solisti.  Buona anche la prova delle attrici principali, le due chitarre le quali però sono pilotate da mani maschili, Oscar Sparbel, chitarrista live per i Wolves in the Throne Room, e Ryan McClain. La base ritmica di Storey e sostenuta, semplice, ma fa il suo dovere e lo stesso per il basso, mai in fase di appannamento, di Johnny Wulf. Colpisce il brano "Conviction", per la sua graziosa intro con la chitarra acustica e per una susseguente cavalcata tra Saxon e primi Iron Maiden. Ma il miglior esempio di grazia assoluta è "There is Nowhere", nella cui metà si scatenano le due sei corde gemelle in polifonie struggenti (e maideniane). C'è in questo sound però anche qualcosa dal rock britannico di fabbricazione anni '70: "Black to Gold", e i suoi riffs dal retaggio alla Blackmore, la titletrack, un po' sabbathiana e Uriah Heep insieme. "Possession" è il secondo album dei cinque americani e diventa la dimostrazione che pur usando un sound ampiamente datato si riesce ancora ad essere efficaci e coinvolgenti. In alcuni casi i meriti si ripartiscono tra la Davis e la band, ma quando i cinque si incontrano, e capita spesso, si arriva a livelli divini. La band a fine aprile passerà per l'Italia per due concerti, una buona occasione per approfondire il loro sound.

Voto: 7/10

Alberto Vitale