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domenica 22 gennaio 2012

STEVE SYLVESTER - Il Negromante Del Rock (con Gianni Della Cioppa)

Crac Edizioni

E’ difficile mantenere una certa obbiettività di fondo quando hai superato da un pezzo i quaranta e devi parlare di uno dei tuoi principali miti, la cui musica ti accompagna da tempo immemorabile. Questa volta poi c’è pure l’aggravante che l’altro tizio che vedete nominato accanto a Steve Sylvester è Gianni Della Cioppa, altro mito di gioventù, colui a cui molti di noi devono quella voglia mai sopita di scoprire, riscoprire e vivere sempre e comunque la nostra amata musica rock e senz’altro, ovviamente, di leggere con avidità le pagine del libro di cui stiamo parlando. Da un lato il miglior cantante metal in Italia (…e che all‘estero più di qualcuno c‘invidia!!!) non solo per un fattore esclusivamente tecnico ma per uno stile del tutto personale, un’incredibile determinazione e la capacità di essere artista a 360°, di seguire cioè tutte le sue creazioni musicali in ogni loro aspetto e poi quell’alone di mistero che circonda la sua figura e che lo rende comunque un personaggio unico ma allo stesso tempo un uomo che sa come deve muoversi nei meandri del business musicale in modo assolutamente professionale e senza mai perdere la propria integrità artistica. Dall’altro il miglior giornalista metal ed uno dei migliori in ambito rock all’interno del panorama editoriale nazionale, senza possibilità di discussione. Parlare di Steve Sylvester significa anche parlare dei Death SS, band primordiale del movimento metal italiano, nata quando nel mondo impazzava il punk (parliamo dell‘ormai lontano 1977), estrema non solo per quel che concerne l’aspetto musicale ma anche per il concept che ne accompagnava l’aspetto visuale, sicuramente di notevole impatto per l’epoca. Posto il settimo sigillo sulla loro epopea e risolto il “patto”, con un esigenza che potremmo definire catartica Steve, pronto a rinascere a nuova vita artistica (oggi con W.O.G.U.E. e Sancta Sanctorum, domani nuovamente con i Death SS forse…) e spirituale, ha deciso una volta per tutte di mettere fine alle dicerie, alle leggende, alle mezze verità ed alle falsità che da sempre hanno accompagnato la sua esistenza, artistica e non, mettendosi letteralmente a nudo (e come lui stesso ha sottolineato in alcune interviste è in questo senso che va presa, con una certa dose d’ironia, l‘immagine di copertina) ed ha raccontato la sua verità e, grazie alla collaborazione con Gianni, il cerchio che ha iniziato a tracciare ben 35 anni fa si è definitivamente chiuso. E da due personaggi di tale caratura non poteva che uscirne un libro che definire eccezionale è dire poco !!! Non certamente un tomo nell’aspetto esteriore ma sicuramente mastodontico nei contenuti (…e per giunta pieno zeppo di scritti e foto, con tutti gli spazi sfruttati nel miglior modo possibile). Già, i contenuti… Il mio giudizio personale, che credo sarà condiviso dai lettori più attenti e sensibili, è che la volontà iniziale di Steve di raccontare una certa epoca, in cui un gruppo di ragazzi “particolari” collocati in una piccola realtà della provincia italiana (Pesaro) danno vita a qualcosa di non proprio ortodosso, con una narrativa avvincente che esuli da uno sterile racconto biografico, è stata pienamente soddisfatta. A dimostrazione di questo fatto, lo dico a ragion veduta perché ho letto attentamente il libro, vi posso affermare che i particolari più estremi e scabrosi sono solo un particolare che rende il testo completo nella narrazione dei fatti e non sono affatto l’ingrediente principale, come i più superficiali potrebbero pensare. Ed è così che un ragazzo che tutti giudicavano strano (in effetti non è da tutti riuscire a diplomarsi col massimo dei voti, 60/60, in ragioneria e contemporaneamente riuscire a farsi additare quasi come un delinquente dai falsi perbenisti dell’italietta più squallida), con la passione per i fumetti ed i film horror, per l’occulto e per la musica rock, con una determinazione ed una forza di volontà che si percepisce a pelle leggendo le parole di questo libro, va avanti per la sua strada tra mille e mille peripezie che lasciamo scoprire a chi avrà la bontà di accaparrarsi questo testo. L’esperienza di Gianni e l’estro di Steve si possono notare anche nell’impostazione generale dell’impaginazione, nella scelta di raccontare didascalicamente, in appositi spazi, aspetti molto intimi dell’artista che meritavano di essere approfonditi, come il suo rapporto col cibo, con le droghe, con gli animali, i suoi credo, la sua filosofia di vita, le sue passioni e le curiosità di un uomo davvero di spessore e di notevole cultura che si è guadagnato la stima dei Manetti Bros e dello scrittore Carlo Lucarelli, che ne hanno firmato due prestigiose prefazioni. Così come ottimi sono gli approfondimenti su alcuni personaggi importanti nella vita di Steve e degli stessi Death SS. In più tutti i membri della primissima line-up sono stati intervistati (a cura del fan club), compreso lo stesso “morto”, cioè Paul Chain. In chiusura poi c’è una lunga intervista a Steve curata da Gianni stesso ed una dettagliata discografia. Ideale anche il fatto di corredare il testo con foto in b/n, quasi a voler mantenere un taglio underground, come tale è la casa editrice che lo pubblica, Crac Edizioni, a cura di un editore davvero entusiasta come Marco Refe, che ringraziamo assieme all’amico Gianni Della Cioppa per la collaborazione con Giornale Metal ed ai quali rivolgiamo le più sincere felicitazioni per il successo editoriale che il libro sta riscuotendo proprio in questi giorni… E’ una vittoria per tutti noi !!! Il voto ? Indovinate…       

Voto: 10/10

Salvatore Mazzarella