ANSA

mercoledì 2 novembre 2011

SANDSTONE - Cultural Dissonance

Limb Music

Un disco sbalorditivo, spiazzante. Si può già intuire da queste parole la buona qualità di Cultural Dissonance, il secondo disco dei polacchi Sandstone, che dopo l'esordio Looking for Myself, tornano sul mercato discografico per la Limb Music a cinque anni di distanza per il secondo disco in studio in dieci anni di attività. Da un punto di vista musicale, i Sandstone andrebbero inseriti nel settore del progressive metal, ma sarebbe comunque un'etichetta molto limitativa per una band dotata di grande classe ed immenso talento. Non siamo difatti di fronte ad una band che cerca di imitare i Dream Theater anche nel respiro, ma ad un insieme di musicisti che cerca di dare attraverso la propria musica un'impronta ben precisa ad un settore spesso intasato di uscite discografiche poco originali. C'è quindi in Cultural Dissonance il classico progressive metal, come anche tracce di un prog rock di matrice moderna e di un power metal melodico, ma sempre incisivo. In tutto questo troviamo arrangiamenti complessi, strutture di brani ben modulate ed un insieme di canzoni intense ed ispirate, che non trascurano mai lo spessore artistico ed i livello tecnico, due aspetti sempre molto elevati. Per certi versi mi ricordano i Labyrinth più sperimentali, quelli di Freeman ad esempio, ma ovviamente ci sono dei canono nettamente differenti. L'impatto è molto buono, i brani sono versatile e la presa è comunque immediata. La speranza è che questo disco goda di un buon supporto promozionale e consenta alla band di poter raggiungere più consensi possibile, senza finire nel dimenticatoio come tanti altri gruppi che nonostante abbiano scritto album di valore, ora non si sentono più. La produzione è buona, ma alcuni suoni andavano ritoccati maggiormente per far sisltare alcuni aspetti tecnici dei singoli brani. Per il resto consiglio Cultural Dissonance a tutti gli amanti della buona musica.

Voto: 8/10

Maurizio Mazzarella